CAP. XXXV.

_Come fu soccorsa Pavia, e levatone l’oste de’ Visconti._

L’oste di messer Galeazzo signore di Milano lungamente era stato sopra

Pavia con certe bastite, forte tenendo stretta la terra; il marchese

di Monferrato preso suo tempo, con la più gente potè ragunare s’entrò

cautamente in Pavia, e avuto per sue spie del reggimento dell’oste,

e del poco ordine e guardie di quelli delle bastie, subitamente e

aspramente li assalì improvviso, e li ruppe e sbarattò, e liberò

dall’assedio, e menò in Pavia più di dugentocinquanta cavalieri e molti

prigioni, e fornimento e arnese; e ciò fatto, si tornò alle terre sue.

Messer Galeazzo per la sua gran potenza poco pregiando quella rottura

rifornì subitamente le frontiere di Pavia di gente d’arme assai più

che di prima, facendo tutto dì cavalcare in sulle porti di Pavia di

gente d’arme assai più che di prima, sicchè senza tenervi bastia forte

gli affliggea, e tenevagli sì stretti, che non s’ardivano d’uscir

fuori persona, e di loro frutti non poteano avere bene. E del seguente

mese di luglio il detto messer Galeazzo fece un’altra grande oste, e

mandolla nel Monferrato addosso al marchese.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 150 / 233 题