_Come fu soccorsa Pavia, e levatone l’oste de’ Visconti._
L’oste di messer Galeazzo signore di Milano lungamente era stato sopra
Pavia con certe bastite, forte tenendo stretta la terra; il marchese
di Monferrato preso suo tempo, con la più gente potè ragunare s’entrò
cautamente in Pavia, e avuto per sue spie del reggimento dell’oste,
e del poco ordine e guardie di quelli delle bastie, subitamente e
aspramente li assalì improvviso, e li ruppe e sbarattò, e liberò
dall’assedio, e menò in Pavia più di dugentocinquanta cavalieri e molti
prigioni, e fornimento e arnese; e ciò fatto, si tornò alle terre sue.
Messer Galeazzo per la sua gran potenza poco pregiando quella rottura
rifornì subitamente le frontiere di Pavia di gente d’arme assai più
che di prima, facendo tutto dì cavalcare in sulle porti di Pavia di
gente d’arme assai più che di prima, sicchè senza tenervi bastia forte
gli affliggea, e tenevagli sì stretti, che non s’ardivano d’uscir
fuori persona, e di loro frutti non poteano avere bene. E del seguente
mese di luglio il detto messer Galeazzo fece un’altra grande oste, e
mandolla nel Monferrato addosso al marchese.