_Come il vescovo di Trievi sconfisse gl’Inghilesi._
Il vescovo di Trievi veggendo il reame di Francia in tanta rivoluzione
e traverse, e che necessario era a’ cherici per difesa di loro
franchigia prendere l’arme, come uomo valoroso, ricolse gente d’arme e
d’amistà e di soldo, e abboccossi per avventura in un assalto con certi
Inghilesi, ch’erano guidati per gente del re di Navarra, e combattè
con loro e sconfisseli, i quali erano intorno di millecinquecento, de’
quali assai ne furono morti. In questo medesimo giorno il Delfino di
Vienna si mise ad assedio a Monlione, il quale era venuto alle mani
degl’Inghilesi, per racquistarlo, e forte lo strinse, perchè essendo il
castello presso a dieci leghe a Parigi, gli parea gran vergogna fosse
della corona e grande abbassamento che fosse in podestà de’ nemici, e
’l luogo era molto presso a Parigi, e forte offendea. Durante l’assedio
avea il Delfino a suo soldo certi baroni alamanni, e non avendo di che
pagarli, loro diede in gaggio due buoni castelli del reame. Puossi
considerare in quanta soffratta e debolezza era in questi giorni il
reame di Francia, che si stimò per li savi se non fosse stato, com’era,
antico e corale l’odio per lunghe riotte aveano avute i Franceschi e
gl’Inghilesi, in dispetto innaturale convertito, il quale facea a’
Franceschi sostenere ogni affanno e ogni tormento, per certo il re
d’Inghilterra era sovrano della guerra.