CAP. XXXIV.

_Come il vescovo di Trievi sconfisse gl’Inghilesi._

Il vescovo di Trievi veggendo il reame di Francia in tanta rivoluzione

e traverse, e che necessario era a’ cherici per difesa di loro

franchigia prendere l’arme, come uomo valoroso, ricolse gente d’arme e

d’amistà e di soldo, e abboccossi per avventura in un assalto con certi

Inghilesi, ch’erano guidati per gente del re di Navarra, e combattè

con loro e sconfisseli, i quali erano intorno di millecinquecento, de’

quali assai ne furono morti. In questo medesimo giorno il Delfino di

Vienna si mise ad assedio a Monlione, il quale era venuto alle mani

degl’Inghilesi, per racquistarlo, e forte lo strinse, perchè essendo il

castello presso a dieci leghe a Parigi, gli parea gran vergogna fosse

della corona e grande abbassamento che fosse in podestà de’ nemici, e

’l luogo era molto presso a Parigi, e forte offendea. Durante l’assedio

avea il Delfino a suo soldo certi baroni alamanni, e non avendo di che

pagarli, loro diede in gaggio due buoni castelli del reame. Puossi

considerare in quanta soffratta e debolezza era in questi giorni il

reame di Francia, che si stimò per li savi se non fosse stato, com’era,

antico e corale l’odio per lunghe riotte aveano avute i Franceschi e

gl’Inghilesi, in dispetto innaturale convertito, il quale facea a’

Franceschi sostenere ogni affanno e ogni tormento, per certo il re

d’Inghilterra era sovrano della guerra.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 149 / 233 题