CAP. XXIX.

_Come la compagnia girò il nostro contado, e la nostra a petto._

Essendo la compagnia stata più giorni al Bagno e a Bonconvento andonne

a Isola, e avuto quivi da’ Sanesi la vittuaglia in abbondanza per

portarne con seco, a dì 20 di giugno mossono campo a piccoli passi

girando per non venire su quello di Firenze, e lasciandosi Siena

alle reni feciono la via da Pratolino, e ivi dimorarono due dì di

luglio, avendo la condotta e la panatica da’ Pisani sì se n’andarono

a Ripamaraccia, e l’oste de’ Fiorentini si levò di Pesa e valicò

Castelfiorentino, e a dì 5 di luglio mutò campo, e fermossi alla

torre a Sanromano, comprendendo infino alle Celle sotto Montetopoli,

per attendere quivi la compagnia sotto verace e bello ordine e buona

guardia, stando sempre avvisati; la compagnia da Rimamortoia se

ne venne a Ponte di Sacco; e’ Pisani popolo e cavalieri con numero

d’ottocento barbute o in quel torno, sotto colore di guardia, ma nel

vero per dare alla compagnia caldo e favore, e in caso di zuffa aiuto

e soccorso, si misono al Fosso arnonico, e venuta che fu la compagnia,

la condussono al Pontadera, e come la vidono accampata, si ritornarono

ad altre frontiere vicine a quel luogo; e se ’l fatto fosse seguito

alle minacce della compagnia si trovò vicina all’oste de’ Fiorentini

a due miglia, sicchè se voluto avessono fare d’arme l’aveano in balía;

ma veggendo il conte di Lando e gli altri caporali ch’erano con lui che

l’oste de’ Fiorentini si conduceva saviamente, e con ordine e maestria

d’arme, e che di buona voglia arditamente contro a loro si metteano,

non conoscendo nel luogo vantaggio, ma piuttosto il contrario, per

migliore consiglio dopo a cinque dì che a fronte a fronte erano stati

co’ nostri senza fare niuna mostra o atto di guerra, a dì 10 di luglio

si partì bene la metà la mattina per tempo, e in sul mezzogiorno giunse

a Sanpiero in Campo nel Lucchese, e accampossi quivi; il capitano

de’ Fiorentini loro mandò alle coste messer Ricciardo Cancellieri con

cinquecento uomini da cavallo per tenerli corti e stretti in cammino,

e lasciato al passo di Sanromano bastevole guardia, a dì 21 di luglio

mosse l’oste, e s’accampò alla Pieve a Nievole molto presso a’ nemici,

in luogo, che tra l’uno oste e l’altro era il campo piano e aperto per

fare d’arme chi avesse voluto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 144 / 233 题