_Come sotto nome di falsa pace il re di Navarra tribolò Francia._
In questo medesimo tempo il sollecito re di Navarra, avendo in
apparenza ridotti gl’Inghilesi in forma di compagnia, per non mostrare
di volere fare contro alla volontà del re d’Inghilterra, e contro alla
falsa pace che per lui era bandita, cominciò a cavalcare in Berrì, e
tribolare quel paese con aspra e mortale guerra, stendendosi infino
in Campagna, rubando le ville e’ cammini, e ardendo chi non si voleva
rimedire. I legati del papa, ch’aveano preso cura della concordia
tra’ due re, vedendo quello che il re di Navarra aveva fatto col
braccio degl’Inghilesi, ne scrissono al re d’Inghilterra, pregandolo
che per bene della pace senza più aizzare i Franceschi li piacesse
porvi rimedio; e massimamente perchè il fatto pareva contro al suo
comandamento, e non atto di pace com’era ita la grida. Il re rispose,
che di ciò li pesava, e che non vedea come a quella mala gente, e del
tutto disposta a mal fare, potesse rimediare nè mettervi riparo, che
volentieri per suo onore il farebbe. Stando le cose di Francia mal
disposte in questi baratti, nel mese d’aprile 1359, nella città di
Digiono in Borgogna, una parte del popolo minuto vago di preda si levò
a romore, e corsono a furore alle case de’ maggiori e de’ più ricchi
cittadini della terra, e rubaronli, e chi non fuggì loro dinanzi in
quella tempesta fu morto. Il duca di Borgogna sentendo questa novità, e
temendo di ribellione, mandò là di sua gente d’arme, e de’ malfattori
ne fece assai bandeggiare, e presine nel numero di centoventi, per
vendetta del misfatto gli fece appendere per la gola.