CAP. XXIII.

_Come sotto nome di falsa pace il re di Navarra tribolò Francia._

In questo medesimo tempo il sollecito re di Navarra, avendo in

apparenza ridotti gl’Inghilesi in forma di compagnia, per non mostrare

di volere fare contro alla volontà del re d’Inghilterra, e contro alla

falsa pace che per lui era bandita, cominciò a cavalcare in Berrì, e

tribolare quel paese con aspra e mortale guerra, stendendosi infino

in Campagna, rubando le ville e’ cammini, e ardendo chi non si voleva

rimedire. I legati del papa, ch’aveano preso cura della concordia

tra’ due re, vedendo quello che il re di Navarra aveva fatto col

braccio degl’Inghilesi, ne scrissono al re d’Inghilterra, pregandolo

che per bene della pace senza più aizzare i Franceschi li piacesse

porvi rimedio; e massimamente perchè il fatto pareva contro al suo

comandamento, e non atto di pace com’era ita la grida. Il re rispose,

che di ciò li pesava, e che non vedea come a quella mala gente, e del

tutto disposta a mal fare, potesse rimediare nè mettervi riparo, che

volentieri per suo onore il farebbe. Stando le cose di Francia mal

disposte in questi baratti, nel mese d’aprile 1359, nella città di

Digiono in Borgogna, una parte del popolo minuto vago di preda si levò

a romore, e corsono a furore alle case de’ maggiori e de’ più ricchi

cittadini della terra, e rubaronli, e chi non fuggì loro dinanzi in

quella tempesta fu morto. Il duca di Borgogna sentendo questa novità, e

temendo di ribellione, mandò là di sua gente d’arme, e de’ malfattori

ne fece assai bandeggiare, e presine nel numero di centoventi, per

vendetta del misfatto gli fece appendere per la gola.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 138 / 233 题