_D’una folgore che cadde in sulla chiesa maggiore di Siena._
Tutto che i miracoli che noi veggiamo di poco ci muovano a lasciare i
peccati e tornare a penitenza, pure li dovemo scrivere a terrore de’
mortali. In questi dì della Pasqua della resurrezione di Cristo, a dì
21 d’aprile in sull’ora della terza, essendo il tempo turbato e largo
della piova, una folgore percosse l’agnolo ch’era nel colmo della
chiesa del vescovado di Siena, e portollo via, e non lo fracassò, e
scese nella cappella, e arse i paramenti e il tavolato dell’altare
maggiore; e avendo il prete consegrato il corpo di Cristo, non essendo
ancora comunicato, cadde in terra tramortito, e cinque preti ch’erano
d’intorno al servigio dell’altare percosse e ricise, e l’ostia e la
croce dell’altare non si potè mai ritrovare.