_Di novità state in Provenza contro a quelli del Balzo._
I gentili uomini della Provenza che si chiamavano villanamente
oltraggiati da’ signori e dalla casa del Balzo, i quali aveano
tenuto e condotto gran tempo sopra loro la compagnia, desiderosi
di vendicare gli oltraggi e’ danni loro fatti, del mese di marzo
s’adunarono insieme con quella gente d’arme che più presto poterono
accogliere senza fare segno di cui volessono offendere, e di furto
presono l’Aguglia, nobilissima e bella fortezza di quelli del Balzo,
e presa, senza arresto la gittarono in terra infino ne’ fondamenti. E
ciò fatto, intendeano a tutto loro potere di seguire alla distruzione
della casa del Balzo, se non che il papa e’ cardinali, veggendo che
quella guerra tuttochè fosse tra private persone e non generale,
nè con offesa altrui che di loro, per lo sturbo che di ciò seguiva
alla corte di Roma vi s’interpose perchè non procedesse più oltre, e
feciono racquetare i Provenzali, e por giù l’arme. In questi giorni
i Borgognoni e’ Provenzali che erano nel reame di Francia stavano in
pessima disposizione, perocchè chi volea mal fare non era punito, e di
tali si trovavano assai, e aveano grande seguito; onde per la detta
cagione i cammini d’ogni parte erano rotti, e’ mercatanti e l’altra
gente rubati, ed erano sì stretti i cammini da questa mala gente,
che appena i corrieri, che andavano e venivano a Avignone, dalle loro
mani poteano scampare; il perchè la corte stava in molto disagio, e ad
altro non s’intendea che a trarre a fine le nuove mura d’Avignone: e
per ciò fornire, il papa e’ cardinali aveano fatta l’imposta a tutti
i cittadini e cortigiani, la quale era certa tassa in nome di capo
censo, e per casa, e per famiglie e botteghe, le quali si ricoglievano
ogni mese una volta, o più o meno, tre dì come il bisogno occorreva.
E per seguire i fatti de’ corrieri, giugnendo insieme il caso che
viene, il cardinale di Pelagorga e quello di Bologna, i quali erano
stati in Francia e in Inghilterra a trattare la pace intra’ due re,
come addietro facemmo menzione, tornando a corte, sentendosi, furono
assaliti da gente d’arme, e nell’assalto furono morti dodici de’
famigli loro, intra’ quali v’ebbe sei cavalieri, e però fuggirono senza
arrestarsi per spazio di quattro miglia, e’ buoni cavalli e gli sproni
li camparono che non furono presi, e ridussonsi in Celano, non sapendo
chi li cacciava. Bene si sparse la voce che i Franceschi si teneano
mal contenti di loro per li trattati menati per loro in poco favore
del loro re e signore; ma ciò non fu vero, ma piuttosto operazione di
rubatori, che stimarono essere ricchi se gli avessono potuti pigliare,
che atto di vendetta per sdegno ch’avessono preso i Franceschi.