CAP. XVII.

_Di novità state in Provenza contro a quelli del Balzo._

I gentili uomini della Provenza che si chiamavano villanamente

oltraggiati da’ signori e dalla casa del Balzo, i quali aveano

tenuto e condotto gran tempo sopra loro la compagnia, desiderosi

di vendicare gli oltraggi e’ danni loro fatti, del mese di marzo

s’adunarono insieme con quella gente d’arme che più presto poterono

accogliere senza fare segno di cui volessono offendere, e di furto

presono l’Aguglia, nobilissima e bella fortezza di quelli del Balzo,

e presa, senza arresto la gittarono in terra infino ne’ fondamenti. E

ciò fatto, intendeano a tutto loro potere di seguire alla distruzione

della casa del Balzo, se non che il papa e’ cardinali, veggendo che

quella guerra tuttochè fosse tra private persone e non generale,

nè con offesa altrui che di loro, per lo sturbo che di ciò seguiva

alla corte di Roma vi s’interpose perchè non procedesse più oltre, e

feciono racquetare i Provenzali, e por giù l’arme. In questi giorni

i Borgognoni e’ Provenzali che erano nel reame di Francia stavano in

pessima disposizione, perocchè chi volea mal fare non era punito, e di

tali si trovavano assai, e aveano grande seguito; onde per la detta

cagione i cammini d’ogni parte erano rotti, e’ mercatanti e l’altra

gente rubati, ed erano sì stretti i cammini da questa mala gente,

che appena i corrieri, che andavano e venivano a Avignone, dalle loro

mani poteano scampare; il perchè la corte stava in molto disagio, e ad

altro non s’intendea che a trarre a fine le nuove mura d’Avignone: e

per ciò fornire, il papa e’ cardinali aveano fatta l’imposta a tutti

i cittadini e cortigiani, la quale era certa tassa in nome di capo

censo, e per casa, e per famiglie e botteghe, le quali si ricoglievano

ogni mese una volta, o più o meno, tre dì come il bisogno occorreva.

E per seguire i fatti de’ corrieri, giugnendo insieme il caso che

viene, il cardinale di Pelagorga e quello di Bologna, i quali erano

stati in Francia e in Inghilterra a trattare la pace intra’ due re,

come addietro facemmo menzione, tornando a corte, sentendosi, furono

assaliti da gente d’arme, e nell’assalto furono morti dodici de’

famigli loro, intra’ quali v’ebbe sei cavalieri, e però fuggirono senza

arrestarsi per spazio di quattro miglia, e’ buoni cavalli e gli sproni

li camparono che non furono presi, e ridussonsi in Celano, non sapendo

chi li cacciava. Bene si sparse la voce che i Franceschi si teneano

mal contenti di loro per li trattati menati per loro in poco favore

del loro re e signore; ma ciò non fu vero, ma piuttosto operazione di

rubatori, che stimarono essere ricchi se gli avessono potuti pigliare,

che atto di vendetta per sdegno ch’avessono preso i Franceschi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 132 / 233 题