_Di sconfitta ebbono i Turchi da’ frieri._
Avendo i Turchi presa sopra i Greci disordinata e troppa baldanza,
ne’ detti tempi armarono ventinove legni, e valicarono nella Romania
bassa, e non trovando in pelago chi rispondesse loro si misono per
la fiumara molto fra terra predando il paese, e pigliando a costuma
di pecore, e avendo accolti più di milledugento prigioni e altra roba
assai, e ridotta tutta alla riva del fiume per caricare i navili; il
maestro dello spedale che per sue spie avea della detta armata sentito,
e fatto armare quattro galee e uno legno, e messovi quanti e’ potè de’
migliori e più franchi de’ suoi frieri, e altra buona gente d’arme, e
nobilmente fornita e apparecchiata a battaglia, le fè senza perdere
tempo dirizzare in Romania; li quali trovando come i Turchi avendo
i Greci a vile s’erano messi per la fiumana, presono subitamente la
bocca del fiume, e a lento passo tennono loro dietro; e non avendo
rispetto perchè i Turchi molti più fossono a numero, li soprappresono
quando intendeano a caricarei navili, e fidandosi nel nome di Cristo
e nell’aiuto suo scesono in terra, e arditamente presono la battaglia
con loro, la quale durò lungamente; e non ostante che i Turchi fossono
male ordinati, erano tanti, e vedeansi in luogo che non poteano fuggire
se non si facessono fare la via colle spade, però grande resistenza
feciono e aspra zuffa: alla fine furono rotti e sbarattati, e la
maggiore parte di loro morti e magagnati. Quelli che rimasono nella
sconfitta furono tutti presi, e i loro legni e navili, che niuno non
ne campò. I frieri liberata la preda e’ prigioni che i Turchi aveano
presi, e con piena vittoria, si ritornarono salvi a Rodi.