CAP. XVI.

_Di sconfitta ebbono i Turchi da’ frieri._

Avendo i Turchi presa sopra i Greci disordinata e troppa baldanza,

ne’ detti tempi armarono ventinove legni, e valicarono nella Romania

bassa, e non trovando in pelago chi rispondesse loro si misono per

la fiumara molto fra terra predando il paese, e pigliando a costuma

di pecore, e avendo accolti più di milledugento prigioni e altra roba

assai, e ridotta tutta alla riva del fiume per caricare i navili; il

maestro dello spedale che per sue spie avea della detta armata sentito,

e fatto armare quattro galee e uno legno, e messovi quanti e’ potè de’

migliori e più franchi de’ suoi frieri, e altra buona gente d’arme, e

nobilmente fornita e apparecchiata a battaglia, le fè senza perdere

tempo dirizzare in Romania; li quali trovando come i Turchi avendo

i Greci a vile s’erano messi per la fiumana, presono subitamente la

bocca del fiume, e a lento passo tennono loro dietro; e non avendo

rispetto perchè i Turchi molti più fossono a numero, li soprappresono

quando intendeano a caricarei navili, e fidandosi nel nome di Cristo

e nell’aiuto suo scesono in terra, e arditamente presono la battaglia

con loro, la quale durò lungamente; e non ostante che i Turchi fossono

male ordinati, erano tanti, e vedeansi in luogo che non poteano fuggire

se non si facessono fare la via colle spade, però grande resistenza

feciono e aspra zuffa: alla fine furono rotti e sbarattati, e la

maggiore parte di loro morti e magagnati. Quelli che rimasono nella

sconfitta furono tutti presi, e i loro legni e navili, che niuno non

ne campò. I frieri liberata la preda e’ prigioni che i Turchi aveano

presi, e con piena vittoria, si ritornarono salvi a Rodi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 131 / 233 题