CAP. VIII.

_Di molte fosse feciono i signori di Lombardia per difesa de’ loro

terreni._

Veggendo i signori di Milano li scorrimenti delle compagnie, e che ’l

paese d’Italia spesso affannato di guerre era, e non era per quotare,

per più sicurtà e fortezza de’ paesi che teneano sotto loro signoria,

con studio e diligenza feciono fare fossi ampi e profondi, uno in sul

Bresciano, il quale si stendea infino al lago di Garda, e un altro

nel Cremonese, e uno ne ferono fare in altro paese, i quali, tutto

che l’opera fosse grande e maravigliosa, per lo terreno dolce furono

in breve tempo forniti. E quanto che dalle cagioni di sopra fossono

indotti, più gl’indusse il sospetto che aveano preso del duca d’Osteric

novellamente titolato re de’ Lombardi, dubitando che se scendesse con

la forza degli Alamanni, trovando i piani liberi e spediti e senza

riparo, loro offesa non fosse più presta e maggiore; e di ciò loro

aveano fatta l’esperienza la compagnia, che più volte per quelli luoghi

aperti gli aveano assaliti improvviso, e assai danneggiati. E il simile

fece il signore di Bologna in questi giorni, facendo fare una spaziosa

e profonda fossa per simigliante temenza. E i Sanesi feciono fare una

via e un ponte sopra le Chiane per avere libero il cammino d’andare

a loro posta a Cortona. E...... per li signori di Milano, essendo

contrario al signore di Bologna, per avere al bisogno il passo e ’l

foraggio di Lombardia, feciono fare via alzata in sulle valli con fossi

d’ogni parte, del cui cavo era levata la via; e dove furono trovate le

valli profonde vi si fè ponticelli, la quale stese per lungo cammino

tanto che la congiunse col Po, la qual via per lo sito del luogo non

potea essere impedita.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 123 / 233 题