_Come il comune di Firenze diede balía a’ cittadini contro alla
compagnia._
Vedendo il comune di Firenze che la mala brigata della compagnia
sempre crescea, e che il verno passava, e appressavasi il principio
della primavera, sicchè il tempo s’adattava alla guerra; e sentendo
che il conte di Lando, come persona offesa, forte si dolea del nostro
comune, e che esso e la compagnia per assentimento comune forte ne
minacciavano, e che mai campo non si mutava che tutti non gridassono a
Firenze, a Firenze; e volendosi provvedere sicchè al tempo si trovasse
sufficiente e in punto di potere rispondere alla potenza e al mal
volere della detta compagnia, ed essendo perciò necessario di trovar
modo come abbondanza di pecunia venisse in comune senza gravezza e
offesa de’ cittadini, a dì 12 di gennaio gli anni 1358, provvidono
per gli opportuni consigli che si facesse il quarto monte, ciò fu una
prestanza generale di fiorini settantamila d’oro alle borse possenti,
e chi prestasse per sè o per altrui, fosse scritto nel detto monte a
creditore del comune nell’uno tre, e avesse di provvisione il danaio
per lira il mese, che venia a ragione di cinque per cento degli
scritti, e de’ prestati a ragione di quindici per centinaio, con le
immunitadi e privilegi degli altri monti; e perchè la cosa avesse
esecuzione prestamente, feciono sedici uficiali, quattro per quartiere,
con larga e piena balía a potere accattare quanta moneta paresse loro;
i quali uficiali senza perdere tempo di subito composono settantamila
fiorini d’oro, e poco appresso ne posono cinquantamila fiorini d’oro,
i quali tutti si ricolsono in piccolo tempo e interamente, e i risidui
per tutto il mese di dicembre 1359, con tanta pace e buono volere, che
a niuna persona non fu nè guastagli casa, nè eziandio mandatoli messo,
l’uno per l’altro pagava prendendo vantaggio, e il comune rispondea del
dono e interesso fedelmente a’ tempi ordinati.