_Del male stato del reame di Francia._
Il paese di Francia dopo la morte del proposto de’ mercatanti, e de’
suoi compagni e seguaci, non prese alcuna fermezza di buono stato,
ma per contrario si ritrovò in grande confusione, che il Delfino
non era amato nè ubbidito come signore nè dal popolo nè da’ baroni,
e non ostante che lo tenessono per loro capo, poco era grazioso nel
cospetto de’ grandi e de’ piccoli; e oltre a ciò per li trattati già
scoperti stava in sospetto e paura, e per questa cagione poco potea
provvedere, e meno atare il paese da’ suoi nemici. D’altra parte il re
di Navarra si mantenea di fuori correndo e predando intorno a Parigi e
altre ville circustanti senza trovare contasto fuori che delle mura, e
continovamente sua gente cresceva d’Inghilesi, e sì di gente paesana
pronta e disposta a mal fare; e per questo si scorse il paese, che
fuori di Parigi e d’altre città e fortezze di Francia non si potea
andare, che gli uomini non fossono presi. Il Delfino, come detto è di
sopra, non potendo a tanto male porre rimedio, e temendo di tradimento,
il quale poco appresso si scoperse, stava a riguardo, e aspettava si
mutasse fortuna.