CAP. CVII.

_Del male stato del reame di Francia._

Il paese di Francia dopo la morte del proposto de’ mercatanti, e de’

suoi compagni e seguaci, non prese alcuna fermezza di buono stato,

ma per contrario si ritrovò in grande confusione, che il Delfino

non era amato nè ubbidito come signore nè dal popolo nè da’ baroni,

e non ostante che lo tenessono per loro capo, poco era grazioso nel

cospetto de’ grandi e de’ piccoli; e oltre a ciò per li trattati già

scoperti stava in sospetto e paura, e per questa cagione poco potea

provvedere, e meno atare il paese da’ suoi nemici. D’altra parte il re

di Navarra si mantenea di fuori correndo e predando intorno a Parigi e

altre ville circustanti senza trovare contasto fuori che delle mura, e

continovamente sua gente cresceva d’Inghilesi, e sì di gente paesana

pronta e disposta a mal fare; e per questo si scorse il paese, che

fuori di Parigi e d’altre città e fortezze di Francia non si potea

andare, che gli uomini non fossono presi. Il Delfino, come detto è di

sopra, non potendo a tanto male porre rimedio, e temendo di tradimento,

il quale poco appresso si scoperse, stava a riguardo, e aspettava si

mutasse fortuna.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 111 / 233 题