CAP. CVI.

_Dello stato della Cicilia._

Se bene si cercheranno le nostre scritture, e metterassi incontro tra

le ree e buone fortune, troppo avanzeranno le sinistre le felici e

avventurose, che appena si troverà non dirò uno mese dall’anno, ma uno

dì solo, che tra’ cristiani, in qualche parte della terra che per loro

si possiede, qualche pessima cosa e degna di nota surta non sia. Noi

avemo per più riprese poco addietro parlato delle travaglie de’ nostri

paesi e parte di quelle de’ Franceschi, e se intra esse fosse stato

punto di tempo quieto o tranquillo; quello medesimo è stato negli altri

paesi pericoloso e turbato, perocchè ne’ detti tempi sono mescolate

le volture della Cicilia, la quale quasi del tutto divisa, e piena di

scandali e di riotte, in continove guerre sboglientate, l’una parte

e l’altra perseguitata con quello poco di gente che loro era rimasa,

con guerra sanguinente e mortale, quelli di Messina si sono fatti

capo di parte, e così hanno fatto quelli di Catania, senza redenzione

offendendo l’uno l’altro, perchè n’è seguito gran danno di persone con

piccolo vantaggio, e senza notabile acquisto o d’una o d’altra parte.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 110 / 233 题