_Come la compagnia si condusse per la Romagna._
Del mese di novembre sopraddetto la compagnia si partì dalla Massa
e andonne a Savignano, dove per difetto di vittuaglia stette poco,
e passò in quello d’Arimini, ove consumato in breve tempo quello che
accogliere poterono, per forza di fame più giorni strettamente patita,
come arrabbiati combatterono il castello di Sogliano, nel quale era
assai roba da vivere, e quello vinsono, e uccisono senza misericordia
niuna centoventitrè abitanti. E per la vittoria di quello sormontati
in orgoglio combatterono il Poggio de’ Borghi, e vinsonlo, e uccisono
centocinquantacinque uomini. Veggendo vinto le fortezze maggiori e più
atte a difesa, per paura le castellette vicine tutte s’abbandonarono,
nelle quali senza contrasto entrarono i nemici, ciò furono Raggiano,
Strigaro, Montecongiuzzo, Compiano, e Montemeleto, e più altre
terre poste in fortissimi luoghi in sulla stinca della montagna, ove
trovarono grande abbondanza di tutta la roba da vivere. E però quivi
s’arrestarono lungamente, tenendo in continovo sospetto il comune di
Firenze, che temeano non scendessono l’alpe dalla Faggiuola al Borgo a
Sansepolcro, e per quella di Bagno, e per questa temenza il comune di
Firenze vi pose quello riparo che si potè e di gente e d’amici.