CAP. CI.

_Come i cardinali ch’erano in Inghilterra si tornarono a corte._

Essendo il cardinale di Pelagorga e quello di Roma messer Iacopo

Capocci in Inghilterra, per seguire l’accordo de’ due re della pace

ordinata con titolo di santa Chiesa, e ’l cardinale il quale fu

cancelliere del re di Francia, il quale stava di là in proprio servigio

del detto re, avvedendosi l’uno dì dopo l’altro che l’operazioni del re

d’Inghilterra erano a impedire, che la moneta che si dovea pagare per

lo re di Francia, e li stadichi che si doveano dare non si fornissono;

e vedendo che il detto re mantenea in arme e in preda, e in grave

intrigamento de’ paesi di Francia, il re di Navarra, e che di continovo

li aggiugnea forza de’ suoi Inghilesi, per modo che i baroni colle

comunanze di Francia non aveano destro d’accogliere la moneta nè di

mandare li stadichi; e avendo di ciò per più riprese richiesto il re

d’Inghilterra che vi mettesse ammenda, ed egli risposto loro, che nol

potea fare; temendo che sotto l’ombra del dimoro non s’apparecchiasse

loro più vergogna che onore, se ne partirono: e per la loro partita

senza frutto feciono manifesto, che piuttosto guerra che pace dovesse

seguitare; come poi n’addivenne, secondo che a suo tempo racconteremo.

E questo fu del mese d’ottobre del detto anno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 105 / 233 题