CAP. LXXXVIII.

_Di detta materia, e come fu morto il proposto._

Seguendo suo iniquo e malvagio proponimento il proposto con certi suoi

segretari con cui s’intendea, e che con lui teneano mano a tradire

la corona, volendo trarre a fine il tradimento che lungo tempo avea

menato e fermo col re di Navarra, vedendo che ’l popolo di Parigi si

venia riconoscendo del fallo suo contro al Delfino e’ baroni, e temendo

che l’indugio al suo maligno concetto non fosse dannoso, affrettò

l’esecuzione del trattato e la morte sua; perocchè con certi borgesi

del seguito suo, senza diliberazione o consiglio degli altri borgesi,

bene apparecchiati in arme uscì di Parigi, e andonne a una delle

bastite la quale aveano bene guernita e d’arme e di vittuaglia, e di

gente per sicurtà della terra, e quella in gran parte sfornì d’armadura

atta a difesa, e tolse le chiavi a colui a cui era stata accomandata

di volere e consiglio di tutti i borgesi, e le diede a uno borgese di

Parigi sospetto assai, perchè era stato tesoriere del re di Navarra;

e come fece a questa bastita, così fece a tutte l’altre. Veggendo

gli altri borgesi questa affrettata novità che si faceva senza niuno

loro consiglio, nè cagione vedeano perchè ciò fare si dovesse, nè che

pensiere a ciò fare avesse il proposto, cominciarono ad ammirare e a

insospettire, ed in piccola ora col mormorio del popolo tanto crebbe il

sospetto, che mandarono prestamente al Delfino, con cui novellamente

aveano preso l’accordo, a sapere se ciò fosse di suo assentimento e

volere; e avendo risposta del nò, tutto il popolo si levò a romore,

gridando: Viva il Delfino, e muoiano i traditori; e in quella furia

giunsono il proposto, e tagliarono a pezzi con certi suoi confidenti

ch’erano con lui, e nel detto furore corsono alle porte, e uccisono

tutti coloro che ’l proposto v’avea a guardare diputati, e alle bastite

rinnovellarono e guardie e serrami.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 92 / 233 题