_Come la compagnia cavalcò a Cervia._
Come di sopra dicemmo, il resto della gran compagnia del conte di Lando
sotto la condotta di messer Amerigo del Cavalletto s’era ridotta in
Romagna, e ad essa tutti quelli ch’erano campati della rotta dell’alpe
s’erano ricolti con assai gente sviata e atta a mal fare, che fuggendo
l’oneste fatiche cercavano di vivere di preda, e a richiesta del
capitano di Forlì cavalcarono su quello di Ravenna, e ’l sale che
trovarono alle saline di Cervia insaccato, come fosse per caricarsi,
e non piccola quantità, e simile di grano e bestiame, senza alcuno
contasto levarono e portarono in Forlì: perchè si credette che fosse
baratto del signore di Ravenna per fornire la città di Forlì, e non
tanto per amore del capitano, quanto per tema di sè, stimando, che se
il legato avesse Forlì la guerra si volgerebbe addosso a lui.