CAP. LXXXIII.

_Come la compagnia cavalcò a Cervia._

Come di sopra dicemmo, il resto della gran compagnia del conte di Lando

sotto la condotta di messer Amerigo del Cavalletto s’era ridotta in

Romagna, e ad essa tutti quelli ch’erano campati della rotta dell’alpe

s’erano ricolti con assai gente sviata e atta a mal fare, che fuggendo

l’oneste fatiche cercavano di vivere di preda, e a richiesta del

capitano di Forlì cavalcarono su quello di Ravenna, e ’l sale che

trovarono alle saline di Cervia insaccato, come fosse per caricarsi,

e non piccola quantità, e simile di grano e bestiame, senza alcuno

contasto levarono e portarono in Forlì: perchè si credette che fosse

baratto del signore di Ravenna per fornire la città di Forlì, e non

tanto per amore del capitano, quanto per tema di sè, stimando, che se

il legato avesse Forlì la guerra si volgerebbe addosso a lui.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 87 / 233 题