CAP. LXXI.

_Come i Fiorentini ordinarono il monte nuovo per avere danari._

Per l’armata del mare essendo consumata molta moneta dell’usate

rendite del comune, sopravvenendo le compagnie del conte di Lando

e d’Anichino di Bongardo, e apparecchiandosi molte altre novità in

Italia, alle quali per conservare suo stato necessità era al nostro

comune di provvedere; e non potendosi ciò fare senza danari, ed

essendo l’entrate del comune indebitate, e porre di nuovo gravezze

senza manifesta guerra incomportabile e pericoloso parea, massimamente

per la nuova dissensione e sospetto nato tra’ cittadini per le accuse

e persecuzioni, che sotto il titolo della parte guelfa si facea de’

buoni, e a’ buoni antichi cittadini che si voleano vivere in pace,

sotto il segno della detta pace onorando il comune, e non poteano.

Quelli che reggevano il comune cercavano nuovo modo, provvedendo per

legge che chi spontaneamente prestasse al comune fosse scritto a suo

creditore nuovamente nell’uno tre, cioè in fiorini trecento prestandone

cento di quello che veramente prestavano, dando al detto monte nuovo e

a’ suoi creditori tutti i privilegi e immunità del monte vecchio. Per

questa via il comune senza altra gravezza ebbe al suo bisogno soccorso;

e se bene si misura, non per carità o affezione ch’avessono i cittadini

alla sua repubblica, ma per la cupidigia del largo profitto; il quale

fuori del buono e antico costume de’ nostri maggiori molti n’ha tirati

dalla mercatanzia in su l’usura, e sì ha ingrossate le coscienze, che

le vedovelle poco si curano dell’anime, pur che il monte risponda bene

loro.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 75 / 233 题