_Come i Fiorentini ordinarono il monte nuovo per avere danari._
Per l’armata del mare essendo consumata molta moneta dell’usate
rendite del comune, sopravvenendo le compagnie del conte di Lando
e d’Anichino di Bongardo, e apparecchiandosi molte altre novità in
Italia, alle quali per conservare suo stato necessità era al nostro
comune di provvedere; e non potendosi ciò fare senza danari, ed
essendo l’entrate del comune indebitate, e porre di nuovo gravezze
senza manifesta guerra incomportabile e pericoloso parea, massimamente
per la nuova dissensione e sospetto nato tra’ cittadini per le accuse
e persecuzioni, che sotto il titolo della parte guelfa si facea de’
buoni, e a’ buoni antichi cittadini che si voleano vivere in pace,
sotto il segno della detta pace onorando il comune, e non poteano.
Quelli che reggevano il comune cercavano nuovo modo, provvedendo per
legge che chi spontaneamente prestasse al comune fosse scritto a suo
creditore nuovamente nell’uno tre, cioè in fiorini trecento prestandone
cento di quello che veramente prestavano, dando al detto monte nuovo e
a’ suoi creditori tutti i privilegi e immunità del monte vecchio. Per
questa via il comune senza altra gravezza ebbe al suo bisogno soccorso;
e se bene si misura, non per carità o affezione ch’avessono i cittadini
alla sua repubblica, ma per la cupidigia del largo profitto; il quale
fuori del buono e antico costume de’ nostri maggiori molti n’ha tirati
dalla mercatanzia in su l’usura, e sì ha ingrossate le coscienze, che
le vedovelle poco si curano dell’anime, pur che il monte risponda bene
loro.