CAP. LXIII.

_Come i Pisani abbandonarono la gara di Talamone._

I Pisani avendo provato e riprovato per molte riprese, che nè per

loro armate, nè per impedimenti di mare, nè per lega che tacitamente

avessono col doge di Genova, nè per qualunque altri loro argomenti o

sagacità, usando larghe promesse di nuove franchigie e più utile a’

Fiorentini, non aveano potuto rimuovere il comune di Firenze dal suo

fermo proponimento del non tornare a fare porto a Pisa, ma piuttosto

coll’aizzamento gli aveano fatti indurare; e veggendo ch’esso comune

di Firenze s’era messo in armare galee, e cercare ventura di mare

contro a loro; colla usata astuzia, del mese di giugno detto anno, con

segreta deliberazione fatta tra loro mandarono la grida, che i Pisani

e’ loro distrettuali, e ogni altra maniera di gente liberamente potesse

andare a Talamone co’ suoi legni e mercatanzie, e di là recare e

portare mercatanzia salvi e sicuri da tutta loro gente. E incontanente

cominciarono a mandarvi della roba loro con fare porto a Talamone; e

nondimeno i Fiorentini continovo le loro galee teneano alla guardia del

mare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 67 / 233 题