_Come i Pisani abbandonarono la gara di Talamone._
I Pisani avendo provato e riprovato per molte riprese, che nè per
loro armate, nè per impedimenti di mare, nè per lega che tacitamente
avessono col doge di Genova, nè per qualunque altri loro argomenti o
sagacità, usando larghe promesse di nuove franchigie e più utile a’
Fiorentini, non aveano potuto rimuovere il comune di Firenze dal suo
fermo proponimento del non tornare a fare porto a Pisa, ma piuttosto
coll’aizzamento gli aveano fatti indurare; e veggendo ch’esso comune
di Firenze s’era messo in armare galee, e cercare ventura di mare
contro a loro; colla usata astuzia, del mese di giugno detto anno, con
segreta deliberazione fatta tra loro mandarono la grida, che i Pisani
e’ loro distrettuali, e ogni altra maniera di gente liberamente potesse
andare a Talamone co’ suoi legni e mercatanzie, e di là recare e
portare mercatanzia salvi e sicuri da tutta loro gente. E incontanente
cominciarono a mandarvi della roba loro con fare porto a Talamone; e
nondimeno i Fiorentini continovo le loro galee teneano alla guardia del
mare.