CAP. LXII.

_De’ fatti di Siena della loro guerra._

Li Sanesi avendo veduto non rotte le loro forze, nè con ordine di

battaglia, essere così sventuratamente sconfitti e cavalcati da’

Perugini infino alle porti, essendo di natura sdegnosa e altiera e di

voglioso consiglio, di comune assentimento deliberarono di fare ogni

loro sforzo e podere per qualunque modo potessono, per vendicare loro

vergogna; non ostante che per lo comune di Firenze oltre all’usato

amore consueto di faticarsi a pacificare loro vicini, ingelosito che

per loro riotte non surgesse allettamento di signore forestiere, di

continovo sollecitamente cercasse modo comportevole a sgravare il

soperchio dell’onta fatta a’ Sanesi, e a questo per forza d’amistà

de’ reggenti e maggiori di Perugia avessono condotto ad assentire i

Perugini, nè modo nè verso co’ Sanesi trovare non potè, i quali nel

furore di loro lieve animo, non guardando a stato di parte guelfa,

nè a’ pericoli che seguire ne potesse alla libertà de’ comuni di

Toscana, malcontenti di ciò che per l’uno comune e per l’altro si

facea, cercando sempre concordia tra loro senza favorare in segreto o

in palese eziandio in parole nessuno di loro contro all’altro, solenni

ambasciadori con pieno mandato e larghe promesse mandarono a’ signori

di Milano per impetrare loro aiuto e favore; ma poco loro valse,

tutto che in niente montasse per loro mal volere e pravo concetto,

perocchè per la pace tra detti signori e comuni di Toscana fatta, per

non romperla non se ne vollono travagliare. Il perchè veggendosi i

Sanesi mancare la detta speranza, in sulla quale stavano ventosamente

a cavallo, cercarono convegna colla compagnia che di Lombardia era

venuta a Budrio, e si patteggiarono ch’andasse al loro soldo per certa

quantità di moneta: e nel patto inchiusono, che la compagnia un mese e

più con altra loro gente dovesse stare in sul contado di Perugia; e per

lo detto servigio diedono caparra e la ferma, all’entrata del mese di

giugno 1358. Semoci un poco allargati in parlanza sopra questa materia,

per fare ricordanza a coloro che per li tempi verranno al reggimento

del nostro comune, che stieno avvisati a’ rimedi della straboccata e

ventosa volontà de’ Sanesi, i quali sovente per levità d’animo hanno

tentata la loro sovversione e degli altri comuni di Toscana, che

vogliono e amano di vivere in libertà.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 66 / 233 题