_Di molte paci e altre cose notevoli fatte._
Gli antichi Romani al tempo del popolo gentile aveano un tempio nella
città consacrato a Giano, il quale nel loro errore faceano Iddio
dell’anno. E per tanto il primo mese dell’anno a questo loro Iddio
era consacrato, e da lui era denominato Gianuaro, che noi volgarmente
appelliamo Gennaio. Questo tempio di Giano, quando stava aperto era
segno di guerra, e quando stava chiuso era segno di pace. Di che
tornando alle favole antiche, e all’usanze antiche della magnificenza
romana, questo nostro anno dire si potrebbe quello della pace: perchè
in esso fu fatta e fermata la pace dal re d’Inghilterra al re di
Scozia, e lasciato fu di prigione il re David, che carcerato il tenea
quello d’Inghilterra. Ancora si fè la concordia dal re di Spagna al
re d’Araona, e quella dal re d’Inghilterra al re di Francia, il quale
era suo prigione, benchè per li patti rimanesse sospesa. E fecesi la
pace dal comune di Vinegia al re d’Ungheria; e quella de’ signori e
tiranni di Lombardia, che di sopra avemo raccontata; e quella dal re
Luigi al duca di Durazzo; e quella da’ Perugini a’ Sanesi. E più ad
aumento di pace in questo anno fu abbondanza di tutti i frutti della
terra. È vero, che furono nel verno malattie di freddo, e nella state
molte febbri terzane, e semplici e doppie, sicchè se gli uomini fer
pace delle loro guerre, non dimanco gli elementi per li peccati sconci
degli uomini loro fecero guerra. Nella quale fu da notare, che come
l’anno passato la Valdelsa, e il Chianti, e il Valdarno furono di molte
infermitadi gravate e morie, che così nel presente, che fu mirabile
cosa. E perchè per queste paci fossono liete molte provincie, il reame
di Francia in questi giorni ebbe grandi e gravi commozioni di popoli
contro a’ gentili uomini, che molto guastarono il paese, e tre gran
compagnie di gente d’arme settentrionali conturbarono forte Italia
e la Provenza. Il perchè appare, che universale pace non può essere
nel mondo, come fu al tempo che ’l figliuolo di Dio umana carne della
Vergine prese.