CAP. LVIII.

_Come s’abbattè i palazzi di quelli di Beccheria._

Essendo cacciati da Pavia quelli della casa di Beccheria, come a

verno addietro narrato, frate Iacopo Bossolaro fece sua predicazione,

alla quale s’adunò tutto il popolo di Pavia uomini e donne; e con

belle e ornate parole mostrò, che non era bastevole avere cacciati di

Pavia i tiranni, se a loro non si togliesse la speranza del tornare,

la quale loro durerebbe mentre che le loro case e’ palagi fossono

in piè; e che per tanto a lui necessario parea d’abbatterli, e fare

piazza del sito dov’erano. Fornita la predica, tutto il popolo si

mosse, e volonterosamente corse ad abbattere le dette case e palagi:

e in picciolo tempo non vi lasciarono pietra sopra pietra, che non

portassono via; e il luogo recarono a piazza, secondo che il frate

predicando avea consigliato. E fu ciò cosa mirabile, che tutti, maschi

e femmine, piccoli e grandi vi furono per maestri e manovali, e a modo

delle formiche ciascuno ne portò via la parte sua.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 62 / 233 题