_Come si fece la pace da’ signori di Milano a’ collegati._
Quasi per spazio di tre anni era continovata la guerra da’ signori di
Milano a’ collegati Lombardi, nella quale erano i signori di Mantova,
di Ferrara, e di Bologna, e il marchese di Monferrato, Genova, e Pavia;
nelle quali battaglie, ribellioni e presure d’assai città e castella
erano fatte, com’addietro abbiamo narrato, con vari avvenimenti di
guerra e di fortuna e d’una e d’altra parte; e come che la possanza de’
signori di Milano fosse grandissima, pure aveano perdute la maggior
parte delle terre che tenere soleano nel Piemonte, e Novara, Como,
Pavia, e Genova, e Savona, e con la Riviera e di levante e di ponente,
e molte altre castella in quelli paesi; ma tutto che queste terre
fossono loro tolte, per loro entrata e potenza conduceano gente d’arme,
e nuove osti faceano, avendo più forza l’un dì che l’altro, almeno
in apparenza. Per le quali cose i collegati straccati dalle gravezze
delle spese incomportabili a loro, con gran pericolo e pena sosteneano
la guerra, avendo nel segreto grande appetito di pace; dall’altra
parte i signori di Milano s’erano trovati più volte ingannati dalla
gente d’arme di lingua tedesca, che avendo essi forza di novemila in
diecimila cavalieri, mille o duemila barbute della compagnia per più
riprese, come mostrato abbiamo, correano infino alle porte di Milano,
e stavano a oste nel loro contado, e non trovavano Tedeschi che contro
a loro facessono resistenza, che tutti teneano parte nella compagnia,
e i cassi da’ soldi entravano in quella, e per questa cagione
s’aveano vedute rubellare molte terre; per la qual cosa anche eglino
desideravano concordia. Onde essendo mezzano e sollicitatore della pace
messer Feltrino da Gonzaga de’ signori di Mantova, la pace si fornì,
e palesossi per tutto all’uscita del mese di maggio, gli anni 1358,
con certi patti e convegne che poco vennono a dire, come appresso si
dimostrò per lo fine.