CAP. XLIII.

_Come i conti da Montedoglio presono e perderono il Borgo._

Sentendo i conti di Montedoglio, che la maggior parte degli uomini

del Borgo a Sansepolcro erano andati in aiuto de’ Perugini, e che

per tanto, la terra era rimasa sfornita di gente da guardia, avvisato

loro tempo, nel quale si credettono agevolmente prendere la terra e

recarla alla loro signoria, a dì 5 del mese d’aprile detto anno, dato

ordine d’avere gente di soccorso alla loro impresa, cominciarono con

numero di seicento fanti, co’ quali si misono nella terra, e la corsono

senza contasto, e in parte rubarono. I terrazzani spauriti per lo

subito assalto si ridussono nel cassero, e prestamente a’ loro amici

e vicini il fatto feciono assapere, domandando soccorso, e nell’oste

de’ Perugini loro stato feciono sentire; onde i castellani v’andarono

di presente per comune con tutta loro possa, ed ebbono l’entrata per

lo cassero. I conti conoscendosi impotenti a potere tenere la terra

contro a tanti e tali nemici già venuti al soccorso, e a quello che

speravano che tosto dovesse potere venire, senza indugio di tempo, non

s’affidarono di fare lunga dimoranza nella terra, ma l’abbandonarono

il secondo dì che presa l’aveano, portandosene quelle cose sottili che

poterono, e ciò non senza danno della codazza di loro gente, che ne fu

morta e presa.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 47 / 233 题