_Come i conti da Montedoglio presono e perderono il Borgo._
Sentendo i conti di Montedoglio, che la maggior parte degli uomini
del Borgo a Sansepolcro erano andati in aiuto de’ Perugini, e che
per tanto, la terra era rimasa sfornita di gente da guardia, avvisato
loro tempo, nel quale si credettono agevolmente prendere la terra e
recarla alla loro signoria, a dì 5 del mese d’aprile detto anno, dato
ordine d’avere gente di soccorso alla loro impresa, cominciarono con
numero di seicento fanti, co’ quali si misono nella terra, e la corsono
senza contasto, e in parte rubarono. I terrazzani spauriti per lo
subito assalto si ridussono nel cassero, e prestamente a’ loro amici
e vicini il fatto feciono assapere, domandando soccorso, e nell’oste
de’ Perugini loro stato feciono sentire; onde i castellani v’andarono
di presente per comune con tutta loro possa, ed ebbono l’entrata per
lo cassero. I conti conoscendosi impotenti a potere tenere la terra
contro a tanti e tali nemici già venuti al soccorso, e a quello che
speravano che tosto dovesse potere venire, senza indugio di tempo, non
s’affidarono di fare lunga dimoranza nella terra, ma l’abbandonarono
il secondo dì che presa l’aveano, portandosene quelle cose sottili che
poterono, e ciò non senza danno della codazza di loro gente, che ne fu
morta e presa.