_Come i Perugini richiesono i Sanesi di battaglia._
Parendo, come detto è, a’ Perugini avere ricevuto vergogna e oltraggio
da’ Sanesi, per vendicare loro onta li mandarono a richiedere di
battaglia: e per avventura Anichino di Bongardo capitano de’ Tedeschi
fu il primo richiesto, il quale allora era nel borgo di Torrita. Esso
vanaglorioso prosuntuosamente fe’ tantosto sonare li stromenti, e con
gran festa prese il guanto della battaglia di suo proprio, facendo doni
al messaggio. Ma dopo il fatto s’avvide che troppo avea fallato di non
avere di sì gran fatto preso consiglio co’ cittadini di Siena, ch’erano
conducitori dell’oste e suoi consiglieri, e però ritenne il messo,
ed entrò nella terra dov’erano i suoi compagni, e loro disse quello
ch’avea fatto. Ai Sanesi molto dispiacque, conoscendo il pericolo;
e per ricoprire il fallo del loro capitano, feciono aggiugnere alla
risposta, che il giorno fosse fra gli otto dì che seguivano. I Perugini
avendo questa risposta, e sapendo il modo che per lo capitano prima
era stato tenuto, e appresso per lo consiglio, compresono chiaramente
ch’elli non erano acconci a torre battaglia, onde diliberarono di
trarsi innanzi, e richiederli colle schiere fatte in vergogna di
loro avversari: e ciò facendo, senza prendere battaglia, pensavano
avere purgata loro vergogna, e tornarsene addietro; stimando, che con
loro onore poi, mediante il comune di Firenze, si potesse venire a
concordia e a pace. Ma forse la superbia dell’uno popolo, e l’arroganza
dell’altro e presunzione, non avea merito d’avere riposo; uscì
l’impresa ad altra fine che per loro non si stimava.