CAP. XL.

_Come i Perugini richiesono i Sanesi di battaglia._

Parendo, come detto è, a’ Perugini avere ricevuto vergogna e oltraggio

da’ Sanesi, per vendicare loro onta li mandarono a richiedere di

battaglia: e per avventura Anichino di Bongardo capitano de’ Tedeschi

fu il primo richiesto, il quale allora era nel borgo di Torrita. Esso

vanaglorioso prosuntuosamente fe’ tantosto sonare li stromenti, e con

gran festa prese il guanto della battaglia di suo proprio, facendo doni

al messaggio. Ma dopo il fatto s’avvide che troppo avea fallato di non

avere di sì gran fatto preso consiglio co’ cittadini di Siena, ch’erano

conducitori dell’oste e suoi consiglieri, e però ritenne il messo,

ed entrò nella terra dov’erano i suoi compagni, e loro disse quello

ch’avea fatto. Ai Sanesi molto dispiacque, conoscendo il pericolo;

e per ricoprire il fallo del loro capitano, feciono aggiugnere alla

risposta, che il giorno fosse fra gli otto dì che seguivano. I Perugini

avendo questa risposta, e sapendo il modo che per lo capitano prima

era stato tenuto, e appresso per lo consiglio, compresono chiaramente

ch’elli non erano acconci a torre battaglia, onde diliberarono di

trarsi innanzi, e richiederli colle schiere fatte in vergogna di

loro avversari: e ciò facendo, senza prendere battaglia, pensavano

avere purgata loro vergogna, e tornarsene addietro; stimando, che con

loro onore poi, mediante il comune di Firenze, si potesse venire a

concordia e a pace. Ma forse la superbia dell’uno popolo, e l’arroganza

dell’altro e presunzione, non avea merito d’avere riposo; uscì

l’impresa ad altra fine che per loro non si stimava.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 44 / 233 题