CAP. XXXIX.

_Come i Perugini tornarono a oste a Cortona._

Tornando alla nuova guerra de’ Perugini e’ Sanesi, ed essendo molto

faticato il comune di Firenze per suoi ambasciadori a Perugia per

mettere accordo e pace tra loro, disponendosi i Sanesi liberamente

alla volontà del comune di Firenze, i Perugini per loro alterigia mai

si vollono dichinare ad alcuno accordo, parendo loro ch’e’ Sanesi gli

avessono troppo oltraggiati; non volendosi ricordare dell’ingiuria

loro fatta di Montepulciano, e d’altre cose ond’eglino aveano assai

villaneggiati i Sanesi, e però ne’ loro consigli usarono atti e

parole non belle contro gli ambasciadori del comune di Firenze, non

lasciandogli dire, sufolando, e picchiando le panche quando faceano

loro diceria; e nella città i loro famigli udivano ontose e vituperose

parole sovente dall’indiscreto popolo minuto. Ma per l’affezione

ch’aveva il nostro comune a quello, e al mettere pace tra’ suoi

vicini, ogni cosa faceva dolcemente comportare. E stando ne’ detti

ragionamenti male intesi, i Perugini accolsono gente d’arme e tornarono

a Cortona, e fortificato ch’ebbono e rinfrescato l’assedio, a dì 8

d’aprile valicarono in su quello di Montepulciano con milleottocento

barbute e grande popolo, e posono loro campo a Greggiano. I Sanesi

con loro cavalleria si stavano in Torrita con milleseicento barbute,

e masnadieri e popolo assai, e nella terra e nelle circustanze assai

erano sicuri, se poca provvedenza e matta baldanza non li avesse

sconci, come appresso diviseremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 43 / 233 题