CAP. XXXV.

_Di novità di Perugia per detta cagione._

Venuta la novella a Perugia come la loro oste con vergogna s’era

levata, e Cortona s’era fornita, il popolo si levò a romore e presono

l’arme, e averebbono morto Leggiere d’Andreotto loro cittadino,

e motore di questa guerra e capitano dell’oste, perch’egli avea

abbandonato a’ Sanesi il campo dall’Orsaia, se non ch’e’ si partì,

e cessò il furore; e racquetato il bollore, egli, come molto pratico

e astuto, fece mostrare a’ rettori del comune, come per lo migliore

s’erano ridotti in più salvo luogo; e andando di notte ad alcuni suoi

confidenti de’ rettori, tanto adornò sue parole, che le sapea ben dire,

e tanta suasione fece di larghe promesse da sè e da’ conestabili de’

cavalieri di far tosto la vendetta, e di recare onore al comune de’

loro nemici, che fu rimandato nell’oste da capo con più cavalieri,

e con maggiore forza di masnadieri e d’altro popolo. E per fornire

questo, atandoli lo sdegno già conceputo de’ Perugini contro a’ Sanesi,

catuno si sforzò a servire il comune di danari, e accolta gente d’arme,

chiamarono per capitano di guerra Smeduccio da Sanseverino, con grande

animo di volersi vendicare de’ Sanesi. Lasceremo alquanto questa

materia de’ due comuni, che catuno si provvede, e diremo dell’altre

cose che prima ci occorrono a raccontare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 39 / 233 题