_Di novità di Perugia per detta cagione._
Venuta la novella a Perugia come la loro oste con vergogna s’era
levata, e Cortona s’era fornita, il popolo si levò a romore e presono
l’arme, e averebbono morto Leggiere d’Andreotto loro cittadino,
e motore di questa guerra e capitano dell’oste, perch’egli avea
abbandonato a’ Sanesi il campo dall’Orsaia, se non ch’e’ si partì,
e cessò il furore; e racquetato il bollore, egli, come molto pratico
e astuto, fece mostrare a’ rettori del comune, come per lo migliore
s’erano ridotti in più salvo luogo; e andando di notte ad alcuni suoi
confidenti de’ rettori, tanto adornò sue parole, che le sapea ben dire,
e tanta suasione fece di larghe promesse da sè e da’ conestabili de’
cavalieri di far tosto la vendetta, e di recare onore al comune de’
loro nemici, che fu rimandato nell’oste da capo con più cavalieri,
e con maggiore forza di masnadieri e d’altro popolo. E per fornire
questo, atandoli lo sdegno già conceputo de’ Perugini contro a’ Sanesi,
catuno si sforzò a servire il comune di danari, e accolta gente d’arme,
chiamarono per capitano di guerra Smeduccio da Sanseverino, con grande
animo di volersi vendicare de’ Sanesi. Lasceremo alquanto questa
materia de’ due comuni, che catuno si provvede, e diremo dell’altre
cose che prima ci occorrono a raccontare.