CAP. XXXIV.

_Come si levò l’oste da Cortona._

I capitani dell’oste de’ Sanesi avendo fatto vista di valicare a

Cortona contro all’oste de’ Perugini per la via dall’Olmo d’Arezzo,

avendo innanzi segretamente provveduto loro cammino, subitamente si

misono per lo contado d’Orvieto, e cavalcando sollecitamente, prima

furono al ponte Cavaliere in sulle Chiane di là dal Castello della

Pieve ed ebbonlo passato, ch’e’ Perugini se n’avvedessono; ed entrati

in su quello di Perugia, entrarono senza contasto in uno castelletto

de’ Perugini chiamato Piegaia; e nel borgo arsono alquante case, e

valicarono innanzi alle taverne di Bertuccio, e di là se ne vennono

a Panicale sopra il lago; e benchè potessono fare assai danno per lo

paese, se ne temperarono, per non accrescere materia di maggiore odio

co’ Perugini. Essendo l’oste de’ Sanesi appressata, senza mezzo delle

Chiane o di fiumari, e bene in concio per combattere, e’ Perugini mal

provveduti da riceverli alla battaglia e alla loro difensione, presono

partito di partirsi dall’assedio di Cortona per lo meno reo; e in

quella notte fortificarono il battifolle da Mezzacosta, e arrosonvi

gente alla guardia, e tutti gli altri battifolli abbandonarono,

e partironsi da campo popolo e cavalieri assai vergognosamente, e

ridussonsi in certe loro castella più vicine. La gente de’ Sanesi

scesono la mattina in sul piano del lago, e colle schiere fatte se ne

vennono all’Orsaia, e non trovandovi i nemici, si posarono quivi il

sabato santo a dì 30 di marzo 1358, e in Cortona misono quella gente

a cavallo e a piè che vollono con ogni altro fornimento compiutamente;

e appresso il dì della Pasqua si tornarono all’Olmo, e appresso se ne

vennero a Torrita in su il loro terreno, sani e salvi senza alcuno

contasto. E per questo modo fu libera Cortona dall’arroganza de’

Perugini per le mani de’ Sanesi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 38 / 233 题