_Come i Sanesi uscirono fuori per soccorrere Cortona._
Tornando a’ fatti di Cortona, i Sanesi ch’aveano presa la difesa, e
soldata la compagnia d’Anichino in Lombardia, e fattala valicare a
Siena, e con alquanti loro soldati, a dì 18 del mese di marzo 1357,
uscirono fuori con milleottocento barbute, e con gran popolo di soldo
e del loro contado per andare a soccorrere Cortona, ch’era al tutto
circondata e stretta da’ battifolli de’ Perugini; e andaronsene in
su quello di Montepulciano, e ivi stettono quattro dì. E in questo
tempo i Perugini per recarsi più al sicuro, sentendosi presso l’oste
de’ Sanesi, arsono il battifolle da Camuccia; e quelli di Cortona,
sentendosi presso il soccorso, e ch’e’ Perugini per tema aveano
arsa la bastita da Camuccia, presono ardire, e subitamente popolo e
cavalieri uscirono di Cortona, e assalirono il battifolle ch’era ad
Alti sopra la città, e quello combatterono sì aspramente, che per forza
il vinsono, e molti de’ difenditori uccisono e presono, gli altri
si salvarono fuggendo al battifolle di Mezzacosta, e all’Orsaia. In
questi medesimi dì messer Andrea Salimbeni, che guardava la rocca di
Castiglioncello oltre al Noro, avea promesso di darla a’ Perugini per
fiorini tredicimila d’oro, i Perugini vi cavalcarono, e per lo trattato
entrarono nel castello; il traditore per paura de’ consorti, o per
altra provvisione de’ Sanesi, non volle dare la rocca a’ Perugini,
onde poco appresso se ne partirono, e’ Sanesi ne presono la guardia, e
trassonla di mano a messer Andrea.