CAP. XXXII.

_Come a’ capitani della parte furono aggiunti due compagnia_

Al presente occorre a scrivere cosa incredibile e vera. Questa

nuova seduzione dell’iniqua legge fatta sotto il titolo della parte,

generalmente spiacea a tutti i buoni e cari cittadini, veri e diritti

guelfi, e più la sconcia esecuzione che se ne facea, e tutti diceano,

che a ciò si mettesse consiglio e rimedio, ch’e’ cittadini non

vivessono in tanta sospiccione di loro stato. Molti consigli se ne

teneano, e niuno modo vi sapeano trovare, per non dirogare al nome

della parte; e coloro che entravano agli ufici de’ collegi, e agli

altri maggiori, ch’erano più sospetti, coloro erano quelli che più

parlavano, e che più si mostravano zelanti a mantenere la legge e la

sua esecuzione insino che la pietra cadeva sopra loro. Ma vedendo il

genero de’ cittadini essere caduti sprovvedutamente sotto il giogo

della malvagia legge, e non potendovi per via diretta riparare, e

vedendo così i guelfi come i ghibellini, ma troppo più i guelfi, che

l’onore e lo stato potea essere tolto a catuno, quando a tre uomini

capitani di parte paresse, e conoscendo che tutti i più malivoli uomini

di Firenze erano poco dinanzi stati insaccati per capitani, priori e

consiglieri di parte senza alcuno divieto, per riparare in parte, ove

non si potea riparare in tutto, a tanto male, i priori ch’erano allora,

di subito e segretamente ordinarono co’ loro collegi una petizione,

e fu di presente vinta in consiglio, che a’ capitani di parte guelfa

s’aggiugnessono due popolani, e che niuna cosa si potesse diliberare

per li capitani, se tre popolari non fossono in concordia; e dove i

grandi doveano essere cavalieri, s’allargò ad ogni grande, acciocchè

l’uficio non continovasse in pochi grandi; e misono a tutti divieto un

anno, e che gli squittini della parte si dovessono rifare di nuovo, e

annullare tutti i fatti; e questa riformagione fu ferma per li consigli

a dì 24 d’aprile 1358. E avvegnachè questo non fosse opportuno rimedio,

fu alcuno freno all’ordinato male, e molti per questo intervallo ebbono

tempo da potere rimediare a’ fatti loro; nondimeno coloro ch’aveano

l’animo e la mente sollicita a rimanere col bastone della parte, per

potere premere gli altri cittadini, argomentarono a nuovi squittinì,

e in questo e in altre cose feciono tanto, ch’ogni uficio accresceva

nuovo scandalo nella cittadinanza, come leggendo per li tempi si potrà

trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 36 / 233 题