_Come a’ capitani della parte furono aggiunti due compagnia_
Al presente occorre a scrivere cosa incredibile e vera. Questa
nuova seduzione dell’iniqua legge fatta sotto il titolo della parte,
generalmente spiacea a tutti i buoni e cari cittadini, veri e diritti
guelfi, e più la sconcia esecuzione che se ne facea, e tutti diceano,
che a ciò si mettesse consiglio e rimedio, ch’e’ cittadini non
vivessono in tanta sospiccione di loro stato. Molti consigli se ne
teneano, e niuno modo vi sapeano trovare, per non dirogare al nome
della parte; e coloro che entravano agli ufici de’ collegi, e agli
altri maggiori, ch’erano più sospetti, coloro erano quelli che più
parlavano, e che più si mostravano zelanti a mantenere la legge e la
sua esecuzione insino che la pietra cadeva sopra loro. Ma vedendo il
genero de’ cittadini essere caduti sprovvedutamente sotto il giogo
della malvagia legge, e non potendovi per via diretta riparare, e
vedendo così i guelfi come i ghibellini, ma troppo più i guelfi, che
l’onore e lo stato potea essere tolto a catuno, quando a tre uomini
capitani di parte paresse, e conoscendo che tutti i più malivoli uomini
di Firenze erano poco dinanzi stati insaccati per capitani, priori e
consiglieri di parte senza alcuno divieto, per riparare in parte, ove
non si potea riparare in tutto, a tanto male, i priori ch’erano allora,
di subito e segretamente ordinarono co’ loro collegi una petizione,
e fu di presente vinta in consiglio, che a’ capitani di parte guelfa
s’aggiugnessono due popolani, e che niuna cosa si potesse diliberare
per li capitani, se tre popolari non fossono in concordia; e dove i
grandi doveano essere cavalieri, s’allargò ad ogni grande, acciocchè
l’uficio non continovasse in pochi grandi; e misono a tutti divieto un
anno, e che gli squittini della parte si dovessono rifare di nuovo, e
annullare tutti i fatti; e questa riformagione fu ferma per li consigli
a dì 24 d’aprile 1358. E avvegnachè questo non fosse opportuno rimedio,
fu alcuno freno all’ordinato male, e molti per questo intervallo ebbono
tempo da potere rimediare a’ fatti loro; nondimeno coloro ch’aveano
l’animo e la mente sollicita a rimanere col bastone della parte, per
potere premere gli altri cittadini, argomentarono a nuovi squittinì,
e in questo e in altre cose feciono tanto, ch’ogni uficio accresceva
nuovo scandalo nella cittadinanza, come leggendo per li tempi si potrà
trovare.