_La cagione che mosse i borgesi di Parigi a nuovo stato._
Essendo in alcuna cospirazione segreta di trattato il proposto de’
mercatanti di Parigi col re di Navarra, favoreggiato occultamente dal
re d’Inghilterra, prese ardire, e ’l caso gli apparecchiò la materia
acconcia al suo proponimento. Uno borgese di Parigi vendè al Delfino
di Vienna, primogenito del re di Francia, due suoi destrieri, e ’l
Delfino comandò a un suo tesoriere che ’l pagasse: il borgese andò
molte volte al tesoriere per farsi pagare; il tesoriere il menava per
parole; e parendo essere al borgese disperato de’ suoi danari, si turbò
col tesoriere, e dissegli, che s’e’ non pagasse, che ’l comperrebbe di
suo corpo: il tesoriere altiero e presuntuoso non si curò del pagamento
nè delle minacce del borgese. Avvenne, che valicando del mese di
febbraio anno detto il tesoriere per una ruga di Parigi, si scontrò nel
borgese, il quale gli attenne la promessa; e ucciselo; e fuggissi in
franchigia. La novella corse al Delfino e al suo consiglio; i quali di
presente a forza il feciono trarre di franchigia; e impenderlo per la
gola. Per questo il proposto di Parigi montato in furore per lo male
reggimento del consiglio del Delfino, prese compagnia di certi borgesi
di suo seguito, e crebbegli ardimento del favore si sentiva in segreto
del re di Navarra, e che comunemente il Delfino e ’l suo consiglio
erano odiati da tutta maniera di gente; e con meno di ottanta borgesi
armati copertamente, in quel furore se n’andò al palagio reale ov’era
il Delfino e’ suoi consiglieri; e innanzi vi giugnessono, trovarono
nella via un avvocato ch’era del consiglio del Delfino, e di presente
l’uccisono; e seguendo loro viaggio, giunsono al palagio; il portiere
non volea lasciare entrare altro che ’l proposto con pochi, ma entrato
dentro il proposto con alcuni compagni, costrinsono i portieri, e
misono dentro gli altri compagni, e di brigata se n’andarono dov’era
il Delfino con due de’ suoi consiglieri, per cui più si reggea e
governava, e l’uno era il conestabile di Chiaramonte, e l’altro il
conestabile di Campagna; il proposto nella presenza del Delfino li
fece uccidere a ghiado. Il Delfino impaurito si gittò ginocchione
innanzi al proposto, pregandolo che nol facesse morire; il proposto non
sostenne che egli stesse a basso, ma levollo su facendoli reverenza,
e dicendo, come l’aveano per loro signore, ma aveano in odio coloro
che per loro malizia gli davano consigli; e acciocchè non fosse offeso
nel furore della gente già commossa, li misono in capo un cappuccio di
loro assisa, e menaronlo con loro in una parte di Parigi che si chiama
Grieve, e ivi lo feciono giurare che di questo fatto non renderebbe
loro per alcuno tempo mal merito, e che si reggerebbe per consiglio de’
borgesi; e fatta la promessa, e fermata col suo saramento, il rimisono
nel suo primo stato. Divolgata questa cosa per tutta la città di
Parigi, i borgesi lieti s’allegrarono insieme in gran parte, sommovendo
l’uno l’altro, e prestavano il saramento come s’ordinò per lo rettore,
a mantenere il loro novello stato e la loro usurpata franchigia.