_Come i Sanesi misono cavalieri in Cortona alla guardia._
Fatto questo cominciamento per li Sanesi senza alcuno acquisto,
intendendosi con gli assediati, sentirono da loro, come tra la bastita
della Pieve a quella dall’Orsaia avea gran campo voto in mezzo, per lo
quale avvisatamente si potea fare passare della gente; incontanente i
Sanesi elessono cento cavalieri ben montati, e cinquanta Ungheri con
alquanti masnadieri scorti e destri, e con buona condotta li feciono
cavalcare una notte per modo, che giunti la mattina per tempo al luogo
tra le due bastite, senz’essere scoperti, stretti insieme si misono a
passare, e senza ricevere impedimento entrarono in Cortona, ricevuti
dal signore e da tutti i cittadini a gran festa, come gente ch’aveano
gran bisogno d’aiuto e di soccorso; e immantinente misono l’insegna del
comune di Siena nel cospetto de’ Perugini in sulla torre della porta
maestra, e appresso cominciarono a uscire fuori a loro posta, e dare
noia e danno a quelli del campo, e a ricevere e a mettere roba nella
città, di che eglino aveano bisogno, e massimamente strame e legne,
che di vittuaglia erano assai bene abbondanti. Per questa novità i
Perugini si vidono al tutto entrati in guerra co’ Sanesi, e’ Sanesi co’
Perugini, e però catuno si mise in provvisione; e’ Sanesi con maggiore
sollecitudine feciono provvisione d’avere danari in comune; ed essendo
uno Anichino di Bongardo Tedesco fatto capo d’una nuova compagnia che
si levava, ed erano già accolti insieme più di milledugento barbute,
mandaronlo a conducere con tutta sua cavalleria. Lasceremo alquanto al
presente le novità di Toscana per dare parte a quelle di Francia, che
prima ci offrono con non minore ammirazione di lieve materia sformato
avvenimento.