CAP. XXVIII.

_Come i Sanesi misono cavalieri in Cortona alla guardia._

Fatto questo cominciamento per li Sanesi senza alcuno acquisto,

intendendosi con gli assediati, sentirono da loro, come tra la bastita

della Pieve a quella dall’Orsaia avea gran campo voto in mezzo, per lo

quale avvisatamente si potea fare passare della gente; incontanente i

Sanesi elessono cento cavalieri ben montati, e cinquanta Ungheri con

alquanti masnadieri scorti e destri, e con buona condotta li feciono

cavalcare una notte per modo, che giunti la mattina per tempo al luogo

tra le due bastite, senz’essere scoperti, stretti insieme si misono a

passare, e senza ricevere impedimento entrarono in Cortona, ricevuti

dal signore e da tutti i cittadini a gran festa, come gente ch’aveano

gran bisogno d’aiuto e di soccorso; e immantinente misono l’insegna del

comune di Siena nel cospetto de’ Perugini in sulla torre della porta

maestra, e appresso cominciarono a uscire fuori a loro posta, e dare

noia e danno a quelli del campo, e a ricevere e a mettere roba nella

città, di che eglino aveano bisogno, e massimamente strame e legne,

che di vittuaglia erano assai bene abbondanti. Per questa novità i

Perugini si vidono al tutto entrati in guerra co’ Sanesi, e’ Sanesi co’

Perugini, e però catuno si mise in provvisione; e’ Sanesi con maggiore

sollecitudine feciono provvisione d’avere danari in comune; ed essendo

uno Anichino di Bongardo Tedesco fatto capo d’una nuova compagnia che

si levava, ed erano già accolti insieme più di milledugento barbute,

mandaronlo a conducere con tutta sua cavalleria. Lasceremo alquanto al

presente le novità di Toscana per dare parte a quelle di Francia, che

prima ci offrono con non minore ammirazione di lieve materia sformato

avvenimento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 32 / 233 题