CAP. XXIII.

_Come i Trevigiani furono rotti dagli Ungheri._

Lavorandosi il terreno de’ Trevigiani per gli Ungheri, come già è

detto, trovandosi in Trevigi una franca masnada di cavalieri e di

masnadieri, avendo pensato di fare una grande e utile preda, ed essendo

i lavoratori pe’ campi sotto la guardia degli Ungheri operando la

terra senza paura, non temendo de’ Trevigiani, i cavalieri ch’erano

in Trevigi, con certi Veneziani e Trevigiani a cavallo, e con tutti

i masnadieri a piè, una mattina innanzi al dì uscirono della terra

cinquecento cavalieri, e altrettanti masnadieri e gran popolo, e

cavalcarono il paese, e raccolsono grandissima preda di bestiame grosso

e minuto, e d’uomini. Gli Ungheri sentirono il romore, e come gente

apparecchiata di loro cavalli e che non s’hanno a vestire arme, di

tutte le castella d’attorno trassono a pochi e ad assai insieme, e

cominciarono da ogni parte a impedire colle loro saette i nemici, e

non gli lasciavano cavalcare innanzi alla loro ritratta. E tenendoli

per questo modo, l’altra moltitudine degli Ungheri traeva e cresceva

loro addosso sempre saettando, uccidendo e fedendo de’ cavalli e

degli uomini; e perchè contro a loro si movessono i cavalieri, e’ si

voltavano, e fuggivano, e ritornavano prestamente. E non valendo a’

Trevigiani il combattere e ’l lanciare, che a mano a mano n’aveano più

addosso, convenne loro per forza abbandonare la preda, e intendere a

campare le persone; ma non lo poterono fare sì interamente, che de’

loro non rimanessono trecento tra morti e presi, a cavallo e a piè. E

d’allora innanzi di Trevigi non uscì più gente per vantaggio che fosse

loro mostrato di fuori, e’ Veneziani con più appetito procacciavano

l’accordo della pace col re d’Ungheria.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 27 / 233 题