_Come i Perugini puosono cinque battifolli a Cortona._
Tornando a’ fatti di Cortona, trovando coloro ch’allora reggevano
il comune di Perugia, che l’impresa non era stata ben fatta, e ch’e’
Fiorentini glie ne riprendeano, e molti altri loro buoni cittadini, per
non avere vergogna dell’impresa, poichè fatta l’aveano, e il popolo
minuto, che allora reggea la città, se ne mostrò tanto infocato, che
incontanente crebbono gente d’arme da piè e da cavallo, per fornire
il contradio di quello che erano pregati da’ Fiorentini. E già però i
Fiorentini per troppo amore che portavano a quel comune, e per vergogna
che ricevessono di loro promessa non vollono tramettersi contro a’
Perugini per difesa de’ Cortonesi, com’e’ poteano a loro vantaggio,
altro che con parole, onde da’ savi uomini furono assai biasimati.
E’ Perugini vedendo che ’l comune di Firenze non volea prendere la
guardia di Cortona, come e’ dovea e potea fare, presono più baldanza,
e rinforzarono l’oste di molta gente, e chiusono la città d’assedio
con cinque battifolli, per modo che non vi si poteva entrare nè uscire
senza grande pericolo; e questo fu all’entrata del mese di gennaio del
detto anno. Gli assediati erano male forniti di gente forestiera alla
difesa, e a’ cittadini convenia fare la guardia grande di dì e di notte
che gli affliggea molto, e questo dava grande speranza a’ Perugini
di venire a’ loro intendimenti; e ’l signore ne stava in grande
gelosia, temendo de’ suoi cittadini, ma i cittadini per singolare odio
che portavano a’ Perugini, temendo di venire alla loro suggezione,
rassicurarono il signore, e strinsonsi con lui, e ordinarono la guardia
volontaria e buona alla difesa della città, e cominciarono a trattare
de’ loro rimedi.