CAP. XXII.

_Come i Perugini puosono cinque battifolli a Cortona._

Tornando a’ fatti di Cortona, trovando coloro ch’allora reggevano

il comune di Perugia, che l’impresa non era stata ben fatta, e ch’e’

Fiorentini glie ne riprendeano, e molti altri loro buoni cittadini, per

non avere vergogna dell’impresa, poichè fatta l’aveano, e il popolo

minuto, che allora reggea la città, se ne mostrò tanto infocato, che

incontanente crebbono gente d’arme da piè e da cavallo, per fornire

il contradio di quello che erano pregati da’ Fiorentini. E già però i

Fiorentini per troppo amore che portavano a quel comune, e per vergogna

che ricevessono di loro promessa non vollono tramettersi contro a’

Perugini per difesa de’ Cortonesi, com’e’ poteano a loro vantaggio,

altro che con parole, onde da’ savi uomini furono assai biasimati.

E’ Perugini vedendo che ’l comune di Firenze non volea prendere la

guardia di Cortona, come e’ dovea e potea fare, presono più baldanza,

e rinforzarono l’oste di molta gente, e chiusono la città d’assedio

con cinque battifolli, per modo che non vi si poteva entrare nè uscire

senza grande pericolo; e questo fu all’entrata del mese di gennaio del

detto anno. Gli assediati erano male forniti di gente forestiera alla

difesa, e a’ cittadini convenia fare la guardia grande di dì e di notte

che gli affliggea molto, e questo dava grande speranza a’ Perugini

di venire a’ loro intendimenti; e ’l signore ne stava in grande

gelosia, temendo de’ suoi cittadini, ma i cittadini per singolare odio

che portavano a’ Perugini, temendo di venire alla loro suggezione,

rassicurarono il signore, e strinsonsi con lui, e ordinarono la guardia

volontaria e buona alla difesa della città, e cominciarono a trattare

de’ loro rimedi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 26 / 233 题