_Cominciamento di guerra tra certi comuni in Toscana._
Era stata, dopo la partita dell’imperadore da Pisa, tutta Toscana in
tranquillo stato, e alcuna volta in lega tutti e quattro i maggiori
comuni, e non si dimostrava alcuna apparenza di cagione di guerra.
E’ Fiorentini erano fermi di mantenere il porto a Talamone senza
cominciare guerra, o mostrare che rotta fosse loro da’ Pisani. I
Perugini trovandosi in prosperità, e forti di gente d’armi, non
ostante ch’avessono doppia pace col comune e col signore di Cortona,
la prima fatta per proprio movimento del loro comune, innanzi a
quella generale che si fece coll’arcivescovo di Milano, e co’ suoi
collegati e aderenti, alla quale prima richiesono il comune di Firenze,
che entrasse loro mallevadore al comune e al signore di Cortona di
diecimila marche d’oro, che manterrebbono la pace lealmente, e ’l
comune fece un sindaco a potere fare il sodamento e la promessa, e
così fece; e’ Perugini, istigati da Leggiere d’Andreotto loro grande
cittadino, il quale promettea di dare loro la terra per trattato
ch’egli avea dentro, di subito del mese di dicembre anno detto,
con quattrocento cavalieri e con gran popolo vennero a Cortona, e
guastaronla intorno, e poi si posono all’Orsaia, e non si trovò che
trattato vi fosse dentro. L’impresa fu rea, e mossa da gran malizia
per animo di setta, e non ebbe il fine che s’aspettava per i Perugini,
ma fu cagione di gravi cose in Toscana, come seguendo nostro trattato
diviseremo.