_Come la Chiesa di Roma fe’ gravezza a’ cortigiani._
Avvegnachè lieve cosa sia per lo fatto, la disusata e strana materia
ci strigne a fare memoria, come il papa e’ cardinali contro all’usata
franchigia della corte di Roma, rompendo quella, per volere riparare
le città d’Avignone, e fare guardare la terra per tema della compagnia
di Provenza, non volendo toccare i danari di camera, feciono imposta
a’ mercatanti e agli artefici ben grave, e di presente l’esazione.
E misono la gabella al vino, e un’altra più grave di fiorini uno per
testa d’uomo, e ordinarono gli esattori, e riscossonne parte, ma era
sì incomportabile alla minuta gente, che poco andò innanzi. L’avarizia
de’ prelati, e la franchigia rotta a’ cortigiani, fece di questo molto
maravigliare ovunque se ne seppe le novelle, e maggiormente, perchè la
città è della Chiesa. La gabella del vino e altre gravezze rimasono in
piè, in poco onore de’ guidatori della città di Roma