CAP. XIII.

_Come la Chiesa di Roma fe’ gravezza a’ cortigiani._

Avvegnachè lieve cosa sia per lo fatto, la disusata e strana materia

ci strigne a fare memoria, come il papa e’ cardinali contro all’usata

franchigia della corte di Roma, rompendo quella, per volere riparare

le città d’Avignone, e fare guardare la terra per tema della compagnia

di Provenza, non volendo toccare i danari di camera, feciono imposta

a’ mercatanti e agli artefici ben grave, e di presente l’esazione.

E misono la gabella al vino, e un’altra più grave di fiorini uno per

testa d’uomo, e ordinarono gli esattori, e riscossonne parte, ma era

sì incomportabile alla minuta gente, che poco andò innanzi. L’avarizia

de’ prelati, e la franchigia rotta a’ cortigiani, fece di questo molto

maravigliare ovunque se ne seppe le novelle, e maggiormente, perchè la

città è della Chiesa. La gabella del vino e altre gravezze rimasono in

piè, in poco onore de’ guidatori della città di Roma

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 17 / 233 题