CAP. XI.

_Come i Pisani feciono armata per rompere il porto di Talamone._

Avvedendosi i Pisani ch’e’ Fiorentini per preghiere, nè per promesse

larghe, nè per minacce, nè per armata ch’avessono fatta in lega col

doge di Genova per impedire la mercatanzia che non andasse a Talamone,

non si moveano, e che pertinacemente ne portavano ogni sconcio e ogni

gravezza, pensarono di volere vincere Talamone per forza, e ardere

la terra e guastare il porto, e mandaronvi subitamente e per terra e

per mare a fare quel servigio, avendo armate otto galee e uno legno

alla guardia che mercatanzia non andasse a Talamone; ed essendo

apparecchiati in mare, s’apparecchiarono di cavalieri e di masnadieri

e d’argomenti per combattere la terra, e di vittuaglia. I Fiorentini

sentendo questo, avvisarono i Sanesi, e di presente mandarono per terra

assai gente da cavallo e da piè e di molti balestrieri a Talamone,

per potere difendere la terra per mare e dall’oste per terra; i

Sanesi anche vi mandarono loro sforzo. I Pisani vi mandarono l’otto

galee e un legno per mare, e mosso la cavalleria e ’l popolo pisano

per terra, sentirono come il loro aguato era scoperto, e come gente

d’arme da Firenze e da Siena erano andati a Talamone per azzuffarsi

con loro, sicchè per lo migliore si tornarono addietro; e le galee

vedendo fornito il porto di cavalieri e di balestrieri, non ardirono

d’accostarsi alla terra, e stati alquanti dì sopra il porto, del mese

di novembre anno detto lasciarono a Gilio due galee, che ogni navilio

che venisse a Talamone fosse menato a scaricare a Porto pisano. Per

questa cagione i Fiorentini più accesi contro a’ Pisani per li loro

oltraggi, ordinarono di fare armata in mare, per fare ricredenti i

Pisani della loro arroganza; onde seguitarono assai gran cose, come

appresso nel suo tempo racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 15 / 233 题