XI.

Ma come Gesù trionfante risalì alla gloria dei cieli, gli aromi

pasquali non più confortarono l'amore della vergine Orsola. Scena

dell'amore fu allora il dominio dei gatti randagi e dei colombi

torraioli. Dall'abbaino alla finestra i dolci segni correvano: tra

mezzo, il lupanare si sprofondava come un fossato d'acque limacciose

a' cui cigli crescessero fiori alimentati dalla putredine. I colombi

sorvolavano con il luccichio verde e grigio delle loro piume.

L'amadore aveva un bel nome antico, si chiamava Marcello, e aveva un

bel fregio rosso e d'argento su le maniche della tunica. Scriveva

epistole piene di fuoco eterno, con frasi impetuose che davano

all'amatrice deliquii di tenerezza e fremiti di voluttà mal contenuta.

Orsola leggeva quei fogli in segreto, li teneva notte e giorno nel

seno: pe 'l calore la scrittura violetta le s'imprimeva su la pelle, ed

era come un gentile tatuaggio d'amore, di cui ella gioiva. Le risposte

di lei non finivano mai: tutta la sapienza grammaticale di una maestra,

tutto il tesoro delle apostrofi psalmistiche di una devota, tutta la

fluente sentimentalità di una pulzella tardiva si riversava su la carta

de' quaderni scolastici rigati di turchino. Ella scrivendo si obliava,

si sentiva trascinare in un'onda di verbosità sonore. Pareva quasi che

una facoltà novella si esplicasse in lei e prendesse forme maniache,

d'improvviso. Quel gran sedimento di lirismo mistico accumulato per

la lettura de' libri di preghiera in tanti anni di fedeltà allo Sposo

Celeste, ora, scosso dal tumulto dell'amore terreno, si levava su

confusamente per assumere sapori di profanità nuovi. Così le lacrimose

implorazioni a Gesù si mutavano in sospiri di speranza verso letizie

d'amplessi non eterei, le offerte del fior dell'anima al Sommo Bene si

mutavano in tenere dedizioni della carne al disio del biondo amante, e

il lume afrodisiaco della luna si cingeva di tutti gli epiteti per cui

va radioso lo Spirito Santo, nè gli zefiri della primavera mancavan di

rapire gli aromi alle mense del Paradiso.

Le Novelle della Pescara · 第 14 / 101 题