Lungo il basso androne che metteva alle diverse prigioni, e fra
l'altre a quella di Damiano, passeggiava da quasi un'ora il soldato
che, sul mezzodì, vi avevano posto in sentinella. O che fosse già
ristucco della fazione, o che altra cosa non andasse per il verso al
soldato, l'avresti veduto fermarsi a ogni poco, e origliare alla porta
or di questa, or di quella prigione; poi, come impaziente di tornare
all'aperto, avvicinarsi ad una finestrina ingraticolata di ferro, che
mandava nell'androne appena un fil di luce; e sguardar giù nel
cortile, ove si scorgevan passare guardie, secondini e prigionieri che
andavano e venivano. Ritornando poi indietro, sostava a capo della
scala interna, e poneva l'occhio al basso con cert'aria di sospetto,
come se colà stesse in aspettazione d'alcuno. Alla fine, si lasciò
scappare a mezza voce:--È vero che, per un camerata, bisogna, come si
dice, chiudere un occhio... perchè una mano lava l'altra.... questo si
sa; ma se colui tarda a capitare, non so come l'andrà a finire...
In quella che così diceva il soldato, s'udì un passo su per le scale;
e un giovinotto, soldato anche lui, fu lestamente in cima; guardò se
non fosse spiato, poi venne franco al compagno.
--Sei tu?
--Non mi vedi?
--Va là.... non perdere un minuto.... t'ho dato parola, e ti lascio
fare; ma quasi, quasi son pentito....
--Eh, tu sei galantuomo, Maldura; sei un buon camerata.... e l'abbiam
fatta insieme la maladetta vita. Ma dì.... hai potuto scavare quel che
mi preme?
--L'ho fatto cantare quel dannato secondino; e, se non fallo, la porta
è quella là.
--Bene.
--Ma fa presto, sangue di me!.... ch'io non vo' stare alla catena
corta, per amor tuo.
--Oh! tu hai fatto anche troppo.... è una parola che io voglio dire a
un amico; e tu, credilo pure, fai un'opera di buon cristiano.
Non avevano scambiate fra loro, a sommessa voce, queste poche parole,
che di già l'ultimo venuto, s'era messo accosto all'uscio ferrato che
il compagno gli additava; si chinò a terra, e fece strisciar sotto
l'imposta una cartolina ripiegata che tolse fuori dalla manica del suo
guarnaccotto di grossa tela.
Damiano che, avvezzo già abbastanza al monotono alternar del passo
d'una sentinella, nulla aveva udito di quanto s'eran detto i due
soldati, stette un poco senza pur guardare verso la porta, preoccupato
com'era dal pensare a ciò che sarebbe stato, se tanto si aspettava a
far giustizia anche a lui. Ma un tocco leggiero che intese nella
porta, gli fece volgere il capo; e senza poter nemmanco immaginar che
fosse, corse a raccoglier quella carta, e l'aperse. Non erano che due
linee sgorbiate a fatica su rozza cartaccia, sgrafii neri che
somigliavan più uncini da stadera che parole. Ma Damiano comprese
tutto; appena le tenne in mano, e riuscì a dicifrare una di quelle
parole, tremò, divenne pallido, fissò gli occhi alla porta; pur non
intese più nulla. Rilesse da capo: quella carta, dirizzate un po'
l'aste, e messe a luogo non so che lettere rimaste nella penna, si
poteva capire così:
_"Ricordati, Damiano, che non sei solo; il povero Rocco è tornato; e,
dovesse morire, farà qualche cosa per te"._
Non aveva finito di leggere, che quel tocco alla porta fu ripetuto; e
una voce, che da tanto tempo non aveva udita, sommessa pronunziò:
--Damiano!
--Dio del cielo! sei tu, Rocco?....
E corse, quasi fuor di sè, contro all'uscio sprangato, come se volesse
gettarsi nelle braccia dell'amico suo. Il buon Rocco stava dall'altra
parte, contentone d'esser riuscito a farsi conoscere, e cercando se
mai, per qualche fessura, gli venisse fatto di vedere la faccia del
suo Damiano.
--Damiano! diceva intanto: chi m'avesse detto che t'avrei trovato
qui?.... È una gran birbonata che t'han fatto, lo so bene!... Oh, se
potessi!... Intanto, è stata la Provvidenza che mi fa capitar qui
adesso... Io ho del cuore.... sai? E per te...
Il giovine prigioniero si sentiva troppo commosso per poter
rispondere: i pensieri gli si confondevano, gli pesavan sul cuore; non
sapeva trovar nulla da dire a quell'uomo ch'eragli stato più che
amico, più che fratello, che s'era sagrificato per lui. Sentiva che
altro non avrebbe potuto se non istringerlo sopra il suo cuore.... E
gli era impossibile.
--Damiano! tornò Rocco a dire: posto che questa maledetta porta non
vuole che io t'abbia, per adesso, a vedere.... oh parlami! dimmi che
sei contento di me... che mi vuoi bene ancora.... Ho tante cose a
raccontarti anch'io....
--Rocco, mio Rocco!.... cominciò Damiano quasi piangendo: tu sei cento
volte migliore di me.... Il Signore ti vuol bene, perchè t'ha dato un
cuore, come nessuno l'ha al mondo.... Ma io, cosa potrò mai far io,
per tutto quello che hai fatto per me?....
--Lascia andar questi discorsi adesso; c'è ben altro a pensare.... Io
non ho che un quarto d'ora, o poco più, da poterti star vicino... È
stato il Maldura, un mio camerata che, messo qui di guardia, m'ha
lasciato fare il tiro.... Oh ti conterò tutto: ma prima, dimmi: dov'è
la mamma Teresa? lo sai.... E lei? il mio angelo custode?....
--Rocco! non le hai vedute? non ne sai niente tu?.... Io sto qui a
morire, da più di due mesi; non so più nulla di nessuno.... E non ho
fatto del male, vedi, è stato un tristo accidente.... Ci ha da voler
tanto a conoscere la verità?
--Dunque non sai niente anche tu?....
--Ma perchè parli così?... Non hai cercato di loro? Non le hai vedute?
non sei stato in casa?
--In casa? no.
--Ma perchè non ci sei stato?
--Ci son tornato tre volte su quelle scale, ne' due dì passati;
perchè, devi sapere che sono arrivato qui al principio della
settimana, insieme a una compagnia de' nostri che mandano al paese...
Come ti diceva dunque, ho parlato con la Margherita, quella vostra
vicina; e fu lei che mi disse che.... la mamma Teresa aveva cambiato
di casa; e che, quanto a te, un pezzo fa, una domenica... t'avevan
messo qui dentro, e buona notte!
--Oh Rocco! in che momento ci troviamo!
--Cosa dici?.... Non crucciarti, sai, non pensar male.... E poi, c'è
rimedio a tutto, quando si ha del cuore e la coscienza netta....
--Mi pare impossibile! È un miracolo del cielo.... Ma tu, Rocco, com'è
che sei qui? Non sono venti mesi, da quel dì che la tua anima così
grande t'ha fatto partir soldato per me.... e hai potuto tornare?....
--Se te l'ho detto, la è una storia lunga.... vorrei bene che tu la
sapessi; e hai ragione di dire ch'è un miracolo, se son qui.
Malann'aggia quest'uscio che sta fra noi due! Verrei così di gusto ad
abbracciarti, a stare un po' con te, a dirti la mia storia.
--Non andar via, no; conta su, parla di te; è la prima voce che sento
da due mesi, la prima che sento nell'anima.... ed è la tua, Rocco!
--Tu sei ancora quello, Damiano! che sia ringraziato il cielo. Starò
qui presso, finchè il camerata non mi strapperà via.... È un buon
cuore anche lui, il Maldura.... e se tutto quello che sentiamo dentro
di noi, lo potessimo fare.... Basta, non è questo che importa adesso.
Senti, Damiano, non son più quel Rocco d'una volta, a cui n'han fatto
d'ogni stampa; ho messo giudizio anch'io, cioè ho cominciato a fidarmi
poco degli uomini: ma non li ho pagati della stessa moneta ch'è
toccata a me! Ho fatto una vita dannata abbastanza, là, in que' paesi
luterani: eravamo sul confin de' Turchi, e non c'era poco da fare a
tenerli indietro que' maledetti del turbante. Il loro mestiere è di
nettar le stalle di que' patacconi del paese, portando via e bestie, e
fieno, e tutto.... E noi mandati là, poveri diavoli, a far penitenza
de' nostri peccati! Una notte, d'inverno.... è sempre inverno là...
io, con altri sette de' nostri, facevamo la ronda a una terra di
confine; non c'era strada, e s'andava giù, fino alle costole, nel
fango e nella neve; alcuni, per conforto, avevano accese le loro
pipe.... quando, all'improvviso... pin, pan, pan, pan... una ventina
di que' cani rinnegati, ci serrano addosso.... e noi saldi là! Era il
buon momento di pigliar caldo; ci siam fatti insieme, e giù una furia
di schioppettate alla fortuna.... Li vediam voltare i cavalli, e in
mezzo alla notte sparir come il vento.... Ma un di loro, scappando
via, si butta indietro, tira.... e l'è toccata proprio a me! Son
restato là per terra, come un asino; e quando il Maldura mi levò su, e
lui e un camerata m'han portato via, e poi lasciato giù al nostro
ospedale, io non ho saputo più altro. Dopo un mese, quando Dio ha
voluto, son tornato in piedi; ma la palla di quel Turco dell'inferno
m'era entrata in un braccio.... e il tuo Rocco aveva finito di far
l'esercizio. Io però ho ringraziato il cielo, pensando subito che
guadagnava cinque anni, e che forse sarei tornato a casa.
--Rocco, Rocco!
Così, con tuono basso ma focoso, scrollandolo forte per un braccio, lo
chiamò il camerata. Ma egli non sapeva staccarsi da quel fianco
dell'uscio, a cui s'era appoggiato.
--Rocco! e tutto questo, tu l'hai fatto per me! dicevagli Damiano.
--Sì, sì.... ma adesso bisogna ch'io ti lasci qui e dia la volta.
--Non andartene così!
--È il Maldura, vedi, è lui che mi strappa dal muro; è finita la
guardia, e anche lui ha ragione.... Ma, lascia fare a me; tornerò....
ti darò conto di tutto....
--Ah sì; voglio saperlo, dove sono mia madre e mia sorella... Va, va,
buon Rocco, non perder tempo. Che il Signore t'accompagni!
--Damiano! Non la darei quest'ora, per niente al mondo.
I due soldati s'allontanarono. Damiano tese l'orecchio finchè potè
udire il suono de' loro passi: poi, quando non intese più nulla,
strinse le mani, guardò in cielo, e il suo pensiero si levò con fede
al Signore.
I giorni, e le settimane passarono, E Damiano altro non seppe nè di
Rocco, nè de' suoi: questo dubbio era per lui un'angoscia mortale; e
ricaduto nella disperazione e nelle cupe fantasie di prima, ammalò. Il
medico delle prigioni, la seconda volta che lo vide, provò per lui
simpatia; e persuaso che il male provenisse, più che d'altro,
dall'incertezza che l'aveva oppresso, s'arrischiò di farne parola al
giudice inquirente. Il quale, uomo giusto e di cuore, ottenne che in
due giorni fosse spacciato quello a cui non erano bastati due mesi.
E Damiano, appena si riebbe, fu levato dal carcere e condotto alla
presenza dall'autorità; e dopo serie ammonizioni per lo avvenire, gli
fu detto ch'era in libertà, essendo stato sospeso il processo, per
difetto di prove legali.