XXV.

«Ebbi un'altra notte d'insonnia angosciosa; ed ancora mi alzai

all'alba, ed ancora passai una mattina in ansietà assurde e ridicole

per chi m'avesse osservata a sangue freddo, ma che per me erano una

vera agonia.

«Alle dieci s'udì una corsa rumorosa su per le scale, come d'un

cameriere che accorra ad un appello impaziente, o d'un ragazzo che

giochi; e la sbarra risuonava forte. Ed immediatamente il mio uscio fu

aperto con impeto. E, senza farsi annunciare, senza bussare, senza

chieder permesso, Max irruppe in camera tutto ansante, e mi prese

nelle sue braccia.

«Era dunque ancora lui, impetuoso, passionato, che non faceva mai

nulla come gli altri. Non era vero ch'egli fosse mutato. Alteramente

bello ed alteramente imprudente come prima, dimenticava il mondo

dinanzi al suo amore, non soffriva l'indugio d'un'ambasciata, correva

lieto e spensierato dove lo portava il cuore.

«Com'era felice di vedermi! Anch'io fui felice, Furono belle ore; ore

di gioia inebriante. E quel bacio sulla mia fronte, quel bacio che

aveva descritto nella sua lettera, fu quanto di più intimo, di più

colpevole avvenisse tra noi. Egli mi stringeva le mani, e mi diceva:

«--Voi mi siete sacra per la vostra ingenua fiducia, Fulvia. Sono

contento d'amarvi così. Credetelo pure, io conosco il mondo, e vi

giuro che la sola felicità vera, è quella che si può rammentare senza

rimorso.

«Perchè, s'egli può rammentarmi senza rimorso, ne rimase tanto a me? I

doveri d'una donna sono dunque così differenti e maggiori? E, da lei

che è più debole, si dovrà pretendere di più? Cosi è. Egli mi

rispettava, faceva il suo dovere di uomo d'onore; era onesto e grande.

Io mi creavo un segreto, preparavo una menzogna per ingannare un

nobile cuore, ed ero colpevole.

«Ma allora non pensavo più a fare esami di coscienza.

«Max possedeva tutte le superiorità. La bellezza, la forza, l'ingegno,

il carattere; ed in esse io trovava una scusa alla mia debolezza, ed

una protezione contro le accuse del mondo e della mia coscienza.

Tempesta e bonaccia: Romanzo senza eroi · 第 30 / 46 题