II.

Sin dal mattino del giorno dopo, fu una processione di interessati

alla _Banca_ del notaio La Bella.

--È dunque vero, notaio?

--Verissimo.

--Io ho mezza salma di terra a _Tirantello_.

--Io due salme sotto il _Cucchiaio_.

--Io venderei pure il mulino e il diritto dell'acqua.

--Bravi! A uno a uno.

--Ma bisogna intenderci, notaio!

--Che? Fino a ieri, tu non sapevi che fartene di quelle quattro zolle

sassose, e ora nicchi?

--Ah, notaio! Voi tirate per l'inglese.

--Io non tiro per nessuno, ma per la verità, per l'onestà. Dobbiamo

spogliarlo perche è inglese? Non è uno sciocco, sappiatelo. E poi, ci

sono i periti, c'è il catasto. Dovreste benedire la divina Provvidenza

che vi manda costui a questi lumi di luna. Darà lavoro a tutto il

paese. Ha intenzioni grandiose. Non è pero uno sciocco, vi ripeto. Se

si accorge che volete approfittarvi, è anche capace di andarsene

d'onde è venuto. La Sicilia è vasta; e allora vi morderete le mani!

Tenetevelo per detto.

--Notaio, fate _voscenza_.

--Niente affatto; ve la vedrete con lui. Eccolo qua.

Il signor Pietro Kyllea diede una forte scossa di mano al notaio e

guardò in viso quella ventina di persone che gli si affollarono

attorno, osservandole a una a una, poi domando:

--Sono i proprietari?

--Gran parte. Qualcuno verrà più tardi.

I più premurosi ad accorrere erano stati i contadini, i piccoli

possessori, ai quali non sembrava vero di poter vendere terreni

ingrati da cui non riuscivano a cavar niente, all'infuori di magri

pascoli per le capre e pel bestiame. La inattesa ricerca aveva intanto

destato in essi tutte le avidità del povero che vive in continua

diffidenza contro il ricco. Nello stesso tempo che si rallegravano

della incredibile fortuna loro capitata, volevano ricavarne più che

era possibile; quasi la ricerca centuplicasse il valore dei loro

terreni, e nascondesse un tranello. Fino allora non si erano accorti

di possedere un tesoro. Ora, non avrebbero voluto lasciarselo

strappare di mano.

L'inglese si rivolse al notaio:

--Facciamo una nota. Sceglieremo due, tre periti. Se possiamo metterci

di accordo senza andar tanto per le lunghe, meglio. Se no, buona

notte!

Quel:--Buona notte!--fece ridere.

I contadini si guardarono in viso, per consultarsi. Si vedevano

davanti un uomo risoluto che andava per le spiccie e che non intendeva

di esser messo nel sacco. Sì, o no, lealmente. Voleva anche pagare

qualcosa di più per ingraziarsi la gente che poi doveva, se le fosse

piaciuto, lavorare per lui. Ma aveva fretta di concludere. Sì, o no.

Non sapeva nemmeno lui perchè avesse scelto quei campi di Settefonti;

l'ispirazione gli era venuta attraversando lo stradone, per affari.

Aveva pensato:--Tentiamo!--Se sbagliava, peggio per lui.

Questo aveva egli detto, mentre il notaio compilava la nota con lo

scrivano, dopo aver interrogato coloro che stavano più vicini al

tavolino. I contadini davano le indicazioni e facevano posto a quelli

dietro.

--Sarete chiamati uno appresso all'altro.

E tutti erano andati via lentamente, un po' delusi, quasi fossero

venuti là con la certezza di riempirsi le tasche di quattrini sùbito

sùbito.

Più tardi vennero dal notaio il fratello del canonico e uno dei

Laureano.

--Dunque?

--Se date retta a vostro fratello, perderete la buona fortuna--disse

il notaio al dottore.

--Ma io gli cedo quella grillaia anche a metà prezzo--esclamò il

dottore.

--Per quel che vale--rispose il notaio.

--E voialtri?

--Noi siamo tre fratelli. Ognuno per sè e Dio per tutti. Io vendo la

mia porzione, col terzo di più, se l'inglese la vuole. Prima però,

starò a vedere quel che concludono gli altri.

--Santa prudenza!--approvò il La Bella.

--Vi farete d'oro,--soggiunse il dottore.

--Mio fratello, il canonico, ha fatto il conto che stipulerete in una

settimana più atti che non nel corso di un intero anno. Beato voi!

--E voi acquisterete un nuovo cliente. Badate di non ammazzarlo

sùbito. Rovinereste il paese. A quel che ho potuto capire, questo

inglese darà lavoro a tutti.

--O che vuol fare? Mutare i sassi in pane?

--È uomo che se ne intende. Comprerà macchine a vapore, farà...

--Bravo! Macchine? Si vede proprio che se ne intende! Crede di essere

in Inghilterra? Qui le vere macchine sono il sole e la pioggia quando

Domeneddio la manda giù. I tempi sono cambiati. Prima si diceva:

Sicilia, isola verde,

Per tropp'acqua si deperde

Oggi, piove ogni sei mesi, quando piove! Farà la pioggia con le

macchine costui? Basta; prenda la mia grillaia di Tirantello, e Dio

gliela mandi buona!

Don Liddu raccontava a tutti le meraviglie dell'inglese nell'albergo.

Aveva un materasso che si gonfiava come un otre, e due guanciali pure.

Biancheria finissima; piatti, posate, bottiglie, bicchieri; tutto

chiuso in una valigia. Mangiava come un lupo: un cappone, mezzo

tacchino arrosto, e intrugli di minestre in brodo col vino; da

selvaggio. E pepe a manate!... Ma pagava come un Dio, senza farselo

dire due volte, senza neppure riguardare la nota. Avea voluto una

caldaia, non vi essendo altro, per fare il bagno freddo la mattina,

appena levato da letto. Vi saltava dentro nudo, vi sguazzava

spandendosi l'acqua con le mani su la testa--don Liddu lo aveva

osservato dal buco della serratura--e, appena asciugatosi, via come il

vento, per la campagna: quattro, cinque miglia, quasi avesse il

diavolo in corpo. Come non si buscava una polmonite? E turco, a

dirittura! Nè segno di santa croce, nè messa le domeniche. E il

Signore lo ha colmato di quattrini, mentre tanti poveri cristiani non

hanno neppure un soldo per comprarsi un po' di pane!

--Mi farei turco anch'io, se fossi sicuro di buscarmi i quattrini che

ha lui! Dico per dire,--concludeva don Liddu--giacchè con la salute

dell'anima non si scherza.

Il notaio aveva condotto l'inglese in Casino, lo aveva presentato ai

_galantuomini_ più agiati, al Sindaco, all'Arciprete, all'Agente delle

tasse, al Ricevitore, perchè così gli avea consigliato di fare l'amico

che glielo aveva presentato con la lettera da cui era stato sbalordito

quel giorno.

In casino, il dottor Medulla, fratello del canonico, tentava, con

arte, di farlo parlare intorno ai progetti di coltivazione, per

scoprire terreno, per vedere se doveva seguire il consiglio di suo

fratello, di attendere fino all'ultimo prima di cedere la sua

grillaia.

Ma l'inglese era stato parco, molto parco, nelle risposte.

--Non so ancora... È una mia idea, forse sbagliata. Chi non risica non

rosica, come si dice in Italia... Si dice anche da noi. Vedremo.

Quel demonio d'inglese, però, sapeva tutto: i prezzi dei terreni,

delle derrate, della mano d'opera; che cosa non sapeva?

E giocava a tarocchi da maestro; e al bigliardo aveva una destrezza!

Serio serio, dinoccolato, pareva che sonnecchiasse, e teneva intanto

gli occhi aperti.

Così, senza far rumore, si era comprato quasi un feudo per quattro

soldi; e comperava ancora! Non gli erano bastati _Tirantello_ e il

_Cucchiaio_: l'appetito gli era venuto mangiando. E aveva preso anche

i fondi accanto: mezzo _Pennino_ e _Santa Barbara_, di là delle

colline. E domani partiva per l'Inghilterra, quasi andasse a

Brancaccio, cioè a quattro miglia da Settefonti, dov'era la rimessa

della vettura postale, su lo stradone laggiù!

--Inglesi!--esclamava il sindaco.--Gente che sa fare e non sta mai con

le mani in mano, come noialtri!

--E lei, che ha pure tanti quattrini, perchè non ha fatto e non fa?

--Perchè, caro Ricevitore... perchè... Non ne ragioniamo, è meglio!

Il Benefattore · 第 17 / 40 题