Due mesi dopo lo avevano visto ricomparire fresco ed asciutto, quasi
fosse ritornato da una gitarella di piacere; con dieci o dodici
carrettate di cassoni misteriosi, portati dalla stazione di Valsavoia,
e messi a dormire in un vasto locale della rimessa postale preso in
affitto fino a che egli non avesse potuto provvedere altrimenti.
Di cima al Muraglione, i _galantuomini_ del Casino andavano ad
osservare, due, tre volte al giorno, i lavori delle squadre di uomini
che laggiù abbattevano siepi di fichi d'India, ammonticchiavano sassi
per costruire il gran muro di cinta lungo lo stradone, appianavano
rialzi di terreno, sgombravano la linea, tracciata dall'ingegnere, che
dal posto dove dovea sorgere il cancello saliva a zigzag fino alla
casetta rurale dei Laureano già abbattuta dalle fondamenta per far
luogo al _Cottèg_, come avevano sentito dire che sarebbe chiamata la
villa.
E di lassù si distingueva benissimo l'_inglese_ che andava qua e là,
dando ordini, sotto l'ombrello cenericcio sempre aperto contro il
sole, e sollecitava e dirigeva, instancabile. Poi, verso sera, gli
vedevano riprendere la via del paese, cavalcando alla testa dei suoi
uomini, al pari di un generale, com'era partito la mattina, all'alba,
dopo averli rassegnati (erano quasi un centinaio) e averli disposti in
squadre, secondo i diversi lavori a cui venivano addetti.
Gli uomini partivano cantando in coro, con gli strumenti del lavoro in
ispalla, marciando alla soldatesca. E come i soldati pel loro
capitano, si sarebbero fatti ammazzare per quel padrone che li pagava
bene, puntualmente; che li ristorava con buone minestre, con ottimo
vino; che li faceva riposare un paio d'ore, quando il sole saettava
dal meriggio; non rifiutando mai una persona che gli si fosse
presentata per chiedere lavoro; pagando il medico e le medicine, se
qualcuno di loro si ammalava.
Nei primi mesi, i _galantuomini_ sorridevano di compassione,
crollavano la testa, pensando che la cosa era troppo bella da poter
durare. Convenivano però che l'_inglese_ si rivelava più furbo di quel
che non sembrasse. Facendo a quel modo, otteneva che i contadini e gli
operai lavorassero il doppio quasi senza accorgersi di lavorare.
Infatti in meno di due mesi, le grillaie di _Tirantello_ e del
_Cucchiaio_ erano quasi irriconoscibili; il muro di cinta, terminato;
lo stradone serpeggiava fino a piè della collina; e si vedevano già i
fossati delle fondamenta che tracciavano lo scheletro del _Cottage_.
--E poi?--domandava il canonico Medulla.
--Dice che vuol piantare un vigneto da una parte--rispondeva il
sindaco--e un giardino di agrumi dall'altra.
--E l'acqua? D'onde la caverà l'acqua per inaffiare il giardino?
--Ha già fatto cominciare gli scavi. Intanto ha quella del mulino dal
_Cucchiaio_.
--Due gocce! È pazzo da catena costui. Un giorno, abbandonerà baracca
e burattini e scapperà coi debiti che ha fatto nelle Banche di
Catania; lasciatevelo dire da me!
--Ma sono quattrini suoi quelli che prende dalle banche, quattrini
depositati, messi a frutto.
--Fandonie!
--Costui ci darà una bella lezione, signor canonico!
--La lezione la riceverà lui, e di che sorta!
Andare ad affacciarsi dal _Muraglione_ per osservare i lavori
dell'_inglese_, laggiù, era diventato l'occupazione giornaliera dei
_galantuomini_ che ordinariamente ozieggiavano in Casino, dicendo male
di questo e di quello, ammazzando il tempo con interminabili partite a
tarocchi o al bigliardo, o sbadigliando seduti in circolo, su la
terrazza che dominava il _Largo della Matrice_ e quasi segregava il
Casino dal contatto della gente radunata davanti a la chiesa, le
domeniche; contadini la più parte. Le gite al _Muraglione_ formavano
un diversivo, davano pretesto a discussioni, a malignità anche; perchè
quando noi vediamo fatto da altri quel che, con nostro profitto,
avremmo potuto fare e non abbiamo voluto o saputo fare, l'attività
altrui ci insinua nell'animo un rancore chiuso; ci sentiamo quasi
frodati di quel che ci sarebbe stato facile possedere e che scorgiamo
intanto in mano di uno che ci apparisce ora un intruso e fino a ieri
compiangevamo o disprezzavamo come illuso o pazzo da legare.
Chi di quei _galantuomini_ si sarebbe mai immaginato che _Tirantello_,
_Cucchiaio_, _Pennino_ e _Santa Barbara_, avessero potuto divenire un
gran podere modello, trasformati dall'attività di un sol uomo; e
coprirsi di vigneti, di giardini di agrumi, con polle di acqua fatte
scaturire quasi miracolosamente dalle viscere della terra; con un
vasto casamento, con stalle, comode abitazioni pei contadini; con una
vita rigogliosa, fiorentissima, regolata come un orologio
dall'intelligenza direttrice che aveva saputo operare tale
trasformazione, da rendere impossibile a qualunque immaginazione il
ricostruirsi la visione di quell'aggregato di grillaie dove poco
addietro le capre, i buoi trovavano a stento un po' di erba da
brucare?
E c'era voluto meno di tre anni, perchè i viaggiatori che passavano
con la vettura postale per lo stradone, mentre davanti la rimessa
avveniva il ricambio dei cavalli, si accostassero al cancello
meravigliati di scorgere una scena così ridente colà, dove prima non
si vedeva altro che miseria e desolazione!