III.

Due mesi dopo lo avevano visto ricomparire fresco ed asciutto, quasi

fosse ritornato da una gitarella di piacere; con dieci o dodici

carrettate di cassoni misteriosi, portati dalla stazione di Valsavoia,

e messi a dormire in un vasto locale della rimessa postale preso in

affitto fino a che egli non avesse potuto provvedere altrimenti.

Di cima al Muraglione, i _galantuomini_ del Casino andavano ad

osservare, due, tre volte al giorno, i lavori delle squadre di uomini

che laggiù abbattevano siepi di fichi d'India, ammonticchiavano sassi

per costruire il gran muro di cinta lungo lo stradone, appianavano

rialzi di terreno, sgombravano la linea, tracciata dall'ingegnere, che

dal posto dove dovea sorgere il cancello saliva a zigzag fino alla

casetta rurale dei Laureano già abbattuta dalle fondamenta per far

luogo al _Cottèg_, come avevano sentito dire che sarebbe chiamata la

villa.

E di lassù si distingueva benissimo l'_inglese_ che andava qua e là,

dando ordini, sotto l'ombrello cenericcio sempre aperto contro il

sole, e sollecitava e dirigeva, instancabile. Poi, verso sera, gli

vedevano riprendere la via del paese, cavalcando alla testa dei suoi

uomini, al pari di un generale, com'era partito la mattina, all'alba,

dopo averli rassegnati (erano quasi un centinaio) e averli disposti in

squadre, secondo i diversi lavori a cui venivano addetti.

Gli uomini partivano cantando in coro, con gli strumenti del lavoro in

ispalla, marciando alla soldatesca. E come i soldati pel loro

capitano, si sarebbero fatti ammazzare per quel padrone che li pagava

bene, puntualmente; che li ristorava con buone minestre, con ottimo

vino; che li faceva riposare un paio d'ore, quando il sole saettava

dal meriggio; non rifiutando mai una persona che gli si fosse

presentata per chiedere lavoro; pagando il medico e le medicine, se

qualcuno di loro si ammalava.

Nei primi mesi, i _galantuomini_ sorridevano di compassione,

crollavano la testa, pensando che la cosa era troppo bella da poter

durare. Convenivano però che l'_inglese_ si rivelava più furbo di quel

che non sembrasse. Facendo a quel modo, otteneva che i contadini e gli

operai lavorassero il doppio quasi senza accorgersi di lavorare.

Infatti in meno di due mesi, le grillaie di _Tirantello_ e del

_Cucchiaio_ erano quasi irriconoscibili; il muro di cinta, terminato;

lo stradone serpeggiava fino a piè della collina; e si vedevano già i

fossati delle fondamenta che tracciavano lo scheletro del _Cottage_.

--E poi?--domandava il canonico Medulla.

--Dice che vuol piantare un vigneto da una parte--rispondeva il

sindaco--e un giardino di agrumi dall'altra.

--E l'acqua? D'onde la caverà l'acqua per inaffiare il giardino?

--Ha già fatto cominciare gli scavi. Intanto ha quella del mulino dal

_Cucchiaio_.

--Due gocce! È pazzo da catena costui. Un giorno, abbandonerà baracca

e burattini e scapperà coi debiti che ha fatto nelle Banche di

Catania; lasciatevelo dire da me!

--Ma sono quattrini suoi quelli che prende dalle banche, quattrini

depositati, messi a frutto.

--Fandonie!

--Costui ci darà una bella lezione, signor canonico!

--La lezione la riceverà lui, e di che sorta!

Andare ad affacciarsi dal _Muraglione_ per osservare i lavori

dell'_inglese_, laggiù, era diventato l'occupazione giornaliera dei

_galantuomini_ che ordinariamente ozieggiavano in Casino, dicendo male

di questo e di quello, ammazzando il tempo con interminabili partite a

tarocchi o al bigliardo, o sbadigliando seduti in circolo, su la

terrazza che dominava il _Largo della Matrice_ e quasi segregava il

Casino dal contatto della gente radunata davanti a la chiesa, le

domeniche; contadini la più parte. Le gite al _Muraglione_ formavano

un diversivo, davano pretesto a discussioni, a malignità anche; perchè

quando noi vediamo fatto da altri quel che, con nostro profitto,

avremmo potuto fare e non abbiamo voluto o saputo fare, l'attività

altrui ci insinua nell'animo un rancore chiuso; ci sentiamo quasi

frodati di quel che ci sarebbe stato facile possedere e che scorgiamo

intanto in mano di uno che ci apparisce ora un intruso e fino a ieri

compiangevamo o disprezzavamo come illuso o pazzo da legare.

Chi di quei _galantuomini_ si sarebbe mai immaginato che _Tirantello_,

_Cucchiaio_, _Pennino_ e _Santa Barbara_, avessero potuto divenire un

gran podere modello, trasformati dall'attività di un sol uomo; e

coprirsi di vigneti, di giardini di agrumi, con polle di acqua fatte

scaturire quasi miracolosamente dalle viscere della terra; con un

vasto casamento, con stalle, comode abitazioni pei contadini; con una

vita rigogliosa, fiorentissima, regolata come un orologio

dall'intelligenza direttrice che aveva saputo operare tale

trasformazione, da rendere impossibile a qualunque immaginazione il

ricostruirsi la visione di quell'aggregato di grillaie dove poco

addietro le capre, i buoi trovavano a stento un po' di erba da

brucare?

E c'era voluto meno di tre anni, perchè i viaggiatori che passavano

con la vettura postale per lo stradone, mentre davanti la rimessa

avveniva il ricambio dei cavalli, si accostassero al cancello

meravigliati di scorgere una scena così ridente colà, dove prima non

si vedeva altro che miseria e desolazione!

Il Benefattore · 第 18 / 40 题