«Son così piena di brighe che Dio sa quando finirò questa lettera che

comincio oggi; dunque non ci metto nemmeno la data. A ogni modo voglio

ch'ella vi arrivi prima del Natale, prima di quel Natale che mi desta

in cuore una folla di pensieri e di ricordanze. Come volano gli anni!

Mi par ieri quand'ero bambina e la povera nonna, facendo capolino col

suo gran cuffione bianco dall'uscio della sua camera, mi chiamava

misteriosamente con un cenno del capo e tirava fuori dal cassetto una

bambola nuova. Mi par ieri quando si preparava l'_albero_ con la mamma,

e i cugini e le cugine venivano a passar la serata in casa nostra.

Anche il babbo si metteva di buon umore, e io dicevo a tutti: non è

vero che il babbo sia burbero; vedete? egli ride. E ho negli orecchi

lo scampanio delle chiese che mi faceva sognare un mondo nuovo e mi

empiva lo spirito di visioni dolci e solenni, onde stentavo tanto a

dormire, ed ero così beata della mia veglia! Ahimè! La nonna è morta, i

cugini e le cugine si sono dispersi, io ho cessato da un pezzo d'essere

una bimba e non sono più con voi altri.

Il signor Massimiliano si raschiò in gola e poi starnutì.

--Felicità!--disse il dottore.

«... Non sono più con voi altri. Ebbene, babbo e mamma, se non sono

più con voi altri, abbiatevi almeno i miei augurii per le feste che si

avvicinano e per l'anno che sta per nascere... Ch'esso vi porti tutte

le gioie, ch'esso vi faccia dimenticare tutti i dolori...

--Parole, parole... Roba che si trova nelle antologie--sclamò il

Nebioli.

«Di questi dolori, lo so, io ve ne ho recato uno grandissimo, ho

disposto del mio cuore contro i vostri desiderii e quando vi trovai

inflessibili, vi ho disobbedito. Era il mio primo atto di ribellione,

ma, lo confesso, era un atto ben grave. O genitori miei, se io vi

dicessi che per risparmiare le vostre lagrime avrei dato il mio sangue,

voi non mi credereste...

--No sicuro.

«... Eppure io direi il vero. Ma ciò che non potevo darvi era la mia

fede, perchè non si riprende la fede giurata, perchè io amavo Ugo con

tutto il trasporto dell'anima mia, come l'amo ancora, come spero di

amarlo fino all'ultimo giorno della mia vita. Iddio vorrà concedermi

questa grazia, di farmi morire appena o l'amor mio si raffreddi, o si

raffreddi l'amor d'Ugo per me.

--Declamazioni da romanzo! Ecco che cosa si guadagna a lasciar leggere

cattivi libri alle ragazze. Ma mia moglie...

Gli occhi del signor Massimiliano s'incontrarono con quelli della

povera donna i quali nuotavano nelle lagrime ed esprimevano una

desolazione così profonda ch'egli troncò a mezzo la frase e prese in

mano la _Gazzetta_, sottraendo in tal guisa la faccia agli sguardi

indiscreti. Solo si stentava a comprendere com'egli potesse continuare

a leggere un foglio, che, tenuto a quel modo, pareva dovesse servirgli

da paralume.

Il dottor Beverani fece le viste di non accorgersi di tutte queste

manovre e proseguì:

«Del resto, qual sia la mia colpa, per mesi e mesi dopo fatto il gran

passo, io sperai nel vostro perdono, sperai che mi avreste riaperte le

braccia, attesi una parola vostra. «attesi almeno nuove rampogne...

Ohi! Il silenzio è peggiore assai dei rimproveri.... Basta!... Io non

vi accuserò di durezza...

--Già, si scambian le parti, è creditrice lei--disse il Nebioli senza

mutar posizione.

«No, voi siete sempre il mio buon babbo e la mia buona mamma, e io

mi figuro di chiacchierar con voi, come facevo una volta, quando tu,

babbo, mi conducevi alla domenica in piazza, e quando con te, mamma,

si facevano le nostre lunghe passeggiate fino ai Giardini... Te le

ricordi? Con chi esci adesso, la mia povera mamma? Conduci teco la

Marina, forse?... Oh, nell'inverno, come si ritornava contente a casa!

Oh i bei tramonti dietro la cupola della Salute!... Qui in questo

romitorio a cui non si arriva che dopo due ore di mulo, si va sui

cosidetti bastioni, e non c'è altro... Due filari di platani, quattro

panche di legno, e intorno montagne da tutte le parti, e giù nella

valle campi poveri di vegetazione e un fiumicello che pare un fosso. Il

sole ha fretta di andarsene; c'è un monte alto, sassoso, sgarbato che

ci affretta la sera almeno di due ore. E quando il sole è sparito, che

aria fredda, sottile! Brr!

«Però a passeggiare io ci vado poco. Ugo è così stanco quando viene a

casa, e io pure, sapete, sono stanca. Lavoro dall'alba fino a sera...

C'è stata una interruzione, ma ne parleremo dopo.

«Smetto un momento, indovinate perchè? Perchè sento la pentola che

bolle e voglio ritirarla dal fuoco... Vi scrivo dalla cucina... Altro

che il mio studio con le sedie imbottite! Tutto il nostro quartiere

consiste in questa cucina e in una cameruccia.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

«Fra la riga precedente e questa c'è corso un intervallo di due giorni.

Non ebbi un minuto di libertà. Ugo fu in letto con un po' di febbre.

Egli sapeva ch'io _avevo sul telaio_ una lettera per voi altri e mi

sollecitava a finirla, ma io ero così apprensiva che non sapevo tener

la penna in mano. Grazie a Dio, tutto è terminato.

«Ah, volevo dire alla mamma che non c'è di meglio per diventar brave

massaie che il dover farsi tutto da sè... Serva io non ne ho, potete

immaginarvelo; la fantesca della mia padrona di casa viene la mattina

per un paio d'ore; poi rimango io sola. Ho imparato a spazzare, a

stirare, a cucinare.... In quest'ultima funzione riesco a meraviglia.

Ugo mi dice sempre: se ci fosse la _materia prima_, che buoni piattini

uscirebbero dalle tue mani! Ma quella che egli chiama la materia prima

non c'è... Qualche volta, in confidenza, sui venticinque o ventisei del

mese, c'è alla mattina una preoccupazione nuova, curiosa, vale a dire

se ci sarà da pranzo. Vi confesso che questo dubbio produce un effetto

strano...

--Povera Margherita!--esclamò con voce flebile e con un gemito la

signora Gertrude.

Il dottore, sospendendo un momento la sua lettura, rivolse gli occhi

dalla parte ove si trovava il signor Massimiliano. Ma egli continuava

ad essere nascosto dietro la _Gazzetta_.

«A ogni modo si arriva al giorno dello stipendio. Un bello stipendio

in verità! Con quella gioia della trattenuta ci restano 75 lire e 45

centesimi al mese.....

--Peggio per lei!--gridò il Nebioli facendo la voce grossa.--Perchè ha

lasciato la sua casa? Perchè ha lasciato i suoi genitori?

«E con 75 lire e 45 centesimi al mese un pover'uomo deve insegnare

a sessanta bimbi, asini e cocciuti, provvisti di babbi più asini e

più cocciuti di loro. Il segretario comunale ha levato il saluto a

mio marito perchè non giudicò degno del premio suo figlio che in

un anno non aveva ancora imparato a scrivere _caro_ senza l'_h_.

E il sagrestano lo guarda in cagnesco perchè egli osò mettere in

burla il suo illustre rampollo, il quale un giorno in iscuola disse

che il Tevere è la capitale d'Italia. C'è finalmente il barbiere,

che attribuisce la caduta del suo primogenito all'esame a _mene

consortesche_! Ho proprio paura che abbia ragione il brigadiere dei

carabinieri, un lombardo, che quando mi vede mi dice sempre: _Che la mi

creda, signora, l'è minga un paes per lee_.

«Ho dovuto, volere o non volere, far la conoscenza delle _signore_ del

luogo. Ne conosco una ventina; dieci di esse non sanno leggere affatto;

dieci leggono soltanto lo stampato, quattro anche il manoscritto. Che

sappiano scrivere non ce ne sono che tre. Al mio arrivo s'è fatto un

gran mormorare perchè ero troppo _elegante_, e un giorno in chiesa,

mentre il curato predicava contro il lusso, tutti gli sguardi si sono

rivolti su me. Avevo ancora l'abito di _piquet_ violetto che mi hai

fatto fare nel settembre dell'anno passato..... Adesso, sta tranquilla,

mamma, che non pecco per eccesso di vanità. Ho venduto a un merciaiuolo

ambulante il vestito violetto, il mio spillone a mosaico, i miei

coralli..... ah i miei coralli m'è costato a venderli; me li avevi

regalati tu quando compivo diciott'anni; ma come si fa?... C'erano

spese indispensabili, urgenti..... Insomma sono ormai come le altre,

quantunque mi facciano l'onore di dirmi che ho qualchecosa che non

hanno le altre. Ho il _chic_, sentenziò la moglie del pretore che sa

due parole di francese.

«A proposito di francese, il babbo non mi rimprovererebbe più di aver

sempre libri francesi per le mani. Qui non vi sono libri in nessuna

lingua, quando se ne levi qualche libro di devozione, e la cabala

del lotto. Al caffè ci sono due giornali, ma un terzo ne riceviamo

noi altri (è l'unico nostro lusso) e indovinate che giornale è? Il

_Rinnovamento_, a cui Ugo s'è fatto associare da un suo amico di costì

per compiacermi. Quando quel foglio arriva a questo romitorio dopo due

giorni di viaggio, mi par che capiti un amico a darmi novelle della mia

Venezia, de' miei parenti, e benedico a chi ha inventato i giornali.

Guardo lo Stato civile, i matrimoni, le morti, guardo i pettegolezzi,

le feste da ballo, le baruffe, le serenate sul canal Grande, e vivo

ancora nella mia piazza, nelle mie calli, nei miei campi, negli sfondi

misteriosi de' miei _rii_. E sento venirmi le lagrime agli occhi,

ma le asciugo presto, perchè i poveri, e ormai sono povera anch'io,

non hanno tempo da piangere, non hanno tempo da cullarsi in fantasie

malinconiche. Adesso poi.....

«Ah sì, avevo il capriccio di darvela soltanto per poscritto la grande

novella, ma non posso indugiare di più e quasi quasi la penna scrive da

sè.....»

Il dottore Beverani fece una piccola pausa; la signora Gertrude lo

guardò con trepida ansietà e il signor Massimiliano tese gli orecchi.

«La grande novella è questa, che al 15 del passato mese di novembre,

alle 9 precise di sera, ho dato alla luce un bambino....»

Il Nebioli lasciò cader di mano la _Gazzetta_, sua moglie si alzò in

piedi e appoggiandosi alla spalliera della sedia del medico cercò di

leggere nel foglietto ch'egli teneva spiegato davanti; ma i suoi occhi

indeboliti e velati dal pianto non vedevano che una gran confusione

nella fitta e scapigliata calligrafia della figliuola.

--Un bambino!--esclamò il signor Massimiliano--come mai?

--Probabilmente come le altre donne--rispose ironicamente il

dottore.--Ma forse dirà ella stessa qualche cosa di più.

E riprese la frase interrotta.

«.....Un bambino il quale sebbene nato in sette mesi.....»

--Quando s'è maritata la Margherita?--chiese il vecchio brontolone in

tuono aspro a sua moglie.

--Non lo sai? In maggio--disse la signora Gertrude.

--Già, il mese..... ah stavo per dirla grossa. Maggio, giugno, luglio,

agosto, settembre, ottobre, novembre..... Per fare i sette mesi bisogna

metterci della gran buona volontà.....

--Via, mettetecela--disse il dottore. E continuò:

«Il quale sebbene nato in sette mesi è vispo e robusto e a cui ho dato

il nome di Massimiliano.»

Il signor Nebioli fece spalluccie in segno di indifferenza, ma nello

stesso tempo si soffiò due volte il naso rumorosamente, e alzatosi

dalla sedia si mise a passeggiare per la stanza.

--Massimiliano--disse con accento commosso la signora Gertrude,--la

senti? Gli ha dato il tuo nome.

--Commedie! commedie!

--Dottore, interponga lei una buona parola--soggiunse a mezza voce la

povera donna. Ma egli le accennò ch'era meglio finir la lettura.

«Voi non vi aspettavate di diventar nonni così presto, e giudicherete

strano che nelle altre due lettere scrittevi io non vi annunziassi

quello che si preparava. È giusto, ma non so perchè, io m'ero fitta

in capo di farvi un'improvvisata a cose compiute. Speravo davvero che

questa creaturina sarebbe stata un maschio (noi donne siamo tanto

sfortunate) e pensavo che forse anche babbo, se avessi potuto dirgli:

ti è nato un nipotino, avrebbe spianato la sua fronte severa. Per amore

di lui, babbo, se non per amor mio, perocchè egli, poveretto, colpe

non ne ha. Le sue manine sono pure, i suoi occhi sono innocenti come

quelli degli altri bimbi; o perchè dunque troverà egli, al suo entrare

nel mondo, meno affetto, meno sorrisi, meno baci ad accoglierlo? Se il

vostro cuore dev'essermi chiuso per sempre, oh non sia chiuso almeno

per esso. Io gli insegnerò ad amarvi, le prime preghiere che i suoi

labbri di rosa alzeranno al Signore saranno per voi; fate che io possa

dirgli che voi pure gli volete bene, che voi pure qualche volta, tra

le pareti della casa ov'io nacqui, pronunciate con dolcezza il suo nome

e gli inviate un saluto col mezzo degli augelli che volano, delle nubi

che passano, e lo raccomandate al buon Dio che protegge i bambini.

--Oh dottore, dottore, non ne posso più--esclamò la signora Gertrude

rompendo in un pianto dirotto.

--Già le donne non sanno altro che piangere,--urlò il Nebioli che

voleva mostrarsi impassibile.--Lancialo finire per Dio... Avanti,

avanti, Beverani..... La mia signora figliuola ha la penna spedita come

la lingua.

E continuò a misurare in lungo ed in largo il salotto, guardando di

tratto in tratto la sua ombra sulla parete e dando segni frequenti di

essere molto infreddato.

Il dottore indirizzò una parola affettuosa alla signora Gertrude, indi

proseguì:

«Assicurano ch'egli mi somiglia; io non lo, so che mi par tanto bello.

Potete immaginarvi che lo allatto io stessa; a trovare una balia si

dovrebbe girar mezza provincia, e poi dove ci sarebbero i quattrini

da pagarla? Già in questi paesi è sempre necessario di applicare il

proverbio: _Chi si aiuta, Dio l'aiuta_. Se la mamma fosse qui, gliene

racconterei di curiose circa al gran momento in cui il signorino è

nato. Figuratevi che di levatrici non ce ne sono, ma c'è almeno una

dozzina di femmine le quali in questi casi offrono i loro servigi e

assordano con le loro grida e coi loro consigli. E siccome non vanno

d'accordo fra loro, finiscono quasi sempre coll'attaccar briga e col

tirarsi per i capelli. Ugo ha dovuto usar la violenza per cacciarle

di camera; egli ha dovuto fare _una carica a fondo_, come quand'era

soldato di _Savoia cavalleria_. Quando fummo rimasti soli noi due, egli

era pallido, aveva la febbre addosso, e mi chiese:--Margherita, come

si fa? Quasi quasi richiamerei qualcheduna di quelle megere.--No, per

carità, gli risposi--spicciamoci fra noi altri.--E stringevo la sua

mano nella mia mano, e lo guardavo, ed egli guardava me con occhi pieni

di lagrime, e diceva con un filo di voce:--Margherita! Margherita!--Di

fuori intanto origliavano all'uscio due o tre delle più ostinate comari

e gridavano ad Ugo: Signore, faccia così--No, faccia in quest'altra

maniera.--Insomma, com'egli facesse lo ignoro, so che di lì a poco ho

provato una calma di paradiso e ho inteso un vagito che mi disse: sei

madre.

«Da quel momento (e passarono omai venticinque giorni) sono come

un'altra persona e capisco che tutto quel che si dice dell'amor materno

è al disotto del vero, o piuttosto non si può dirne nulla finchè non

si è madri. Faccio mille castelli in aria, mi sento più ricca e non

desidero ormai che due cose: di ricevere il vostro perdono e di vedere

Ugo meno sfiduciato. Egli ha perduto una gran parte del buon umore che

gli rendeva tollerabile la sua posizione, si affanna per l'avvenire

mio, per l'avvenire del nostro Massimiliano e rimane qualche volta col

bimbo in braccio senza profferir parola. Ah! odo i suoi passi. Credevo

di finir questa lettera oggi, ma la finirò domani.

. . . . . . . . . . . . . . . . .

«Ripiglio la penna ancora tutta sbalordita da una risoluzione che

abbiamo presa con Ugo... È una risoluzione assai grave, ma Ugo dice: a

mali estremi, estremi rimedi.

«Ieri egli era più mesto del consueto. Andò alla cuna del bimbo che

dormiva e si chinò a baciarlo, poi mi fissò gli occhi in viso due, tre

volte, come se volesse parlare e gliene mancasse il coraggio.--Ugo, gli

diss'io in tuono di rimprovero, avresti segreti per me?--Ascoltami,

egli rispose, e mi passò il braccio intorno al collo: qui non ci

posso più vivere, mi ci logoro la salute e l'ingegno, e del resto m'è

insidiato anche lo scarso pane che guadano. Il segretario comunale

e alcuni consiglieri sono miei nemici e cospirano per togliermi il

posto e mettere in vece mia una loro creatura che non avrà il torto

massimo di essere forestiero. La mia dignità mi costringe a dar le mie

dimissioni.--E tu dalle--io proruppi. Egli sorrise tristamente.--E

poi?--E poi, replicai, si cerca un altro nido.--Senti amor mio, egli

ripigliò, se per qualche mese, se per qualche tempo, io dovessi girare

il mondo in traccia di fortuna, credi tu che i tuoi genitori darebbero

asilo a te e a nostro figlio?»

--Sì, sì--esclamò la signora Gertrude fra i singhiozzi.

--Che ne sai tu?--interruppe suo marito con la usata ruvidezza.--Sono

io che devo decidere... Vuoi scommettere intanto che quel Lucifero

della nostra figliuola non si degnerebbe d'entrare in casa senza

il suo illustre consorte?... Oh! ma del resto è successo ciò ch'io

prevedevo... è successo appuntino... doveva finire così... Quando si

sposa un disperato, un.....

--Volete lasciarmi continuare?--disse il dottore. Siamo ormai alle

ultime pagine.

«Io debbo essere diventata assai pallida perchè Ugo si affrettò a farmi

sedere e mi a supplicò che mi calmassi. Ma io m'ero aggrappata alla

sua persona e gli gridavo con voce, affannosa che non avrei consentito

a staccarmi da lui nè per un giorno, nè per un'ora, nè per un minuto,

che dovunque egli andasse sarei andata anch'io, che il godere gli agi

della casa paterna mi sarebbe parso un delitto, lui lontano, povero,

ramingo, che perfino la gioia del vostro perdono mi sarebbe stata tolta

non avendolo al fianco.

--Ero sicuro che avrebbe risposto così--disse il signor

Massimiliano.--È nel suo carattere.

--Un bel carattere, confessatelo--soggiunse il dottore senza staccar

gli occhi dalla lettera.

--Ma dunque, per carità, che cosa è succeduto?--chiese ansiosamente la

signora Gertrude..

--Or ora vedremo--replicò il medico.

«La sua fisonomia--così proseguiva la Margherita--si fece raggiante,

sparirono le nubi dalla sua fronte, sparirono dalle sue guancie i

solchi che le assidue cure vi avevano scavato, egli tornò splendido di

bellezza e di gioventù come nel primo giorno in cui gli diedi il mio

cuore.--Me lo aspettavo, egli disse baciandomi. Tu dunque, fuor che

dell'esser divisa da me, non ti sgomenteresti di nulla?--Di nulla.--Mi

seguiresti anche fuori d'Italia?--In capo al mondo.--Hai paura del

mare?--No.--Egli trasse allora di tasca una lettera scrittagli da un

suo buon amico di Genova al quale egli si era raccomandato per un

impiego. _Vuoi andare a Buenos Ayres?_ gli chiedeva l'amico, _c'è

un posto presso una casa italiana. Diecimila franchi di stipendio e

alloggio e vitto per te e per la tua famigliuola. Se accetti, preparati

a partire col vapore che salpa da qui il 28 di questo mese._

--Vanno a Buenos Ayres! Vanno in America?--gridò disperatamente la

signora Gertrude.--Massimiliano, ciò non è possibile... Massimiliano,

rispondi per carità.

Il signor Massimiliano aveva smesso di passeggiare e s'era

avvicinato al dottore.--Taci un momento, Gertrude--egli disse a sua

moglie--sentiamo il resto.

L'inflessione della sua voce era diversa dal solito, egli che non

parlava mai che per imporre, pareva quasi voler pregare. Sua moglie

afferrò una delle sue mani, e coprendola di baci e di lagrime tornò

alla carica:--Massimiliano, per carità, dimmi che non lascierai che la

tua unica figlia vada in quei paesi remoti...

Il naturale violento del Nebioli riprese il disopra.--Vuoi tacere, per

Dio? Vuoi lasciar finire questa disgraziata lettera?

La signora Gertrude aveva tanto l'abitudine di obbedire che non seppe

ribellarsi nemmen questa volta; ella fece silenzio, ma continuò a tener

stretta nelle sue la mano di suo marito.

«Ho pensato subito a voi--lesse il dottore con accento commosso--e

dissi ad Ugo:--E i miei genitori?--Non ti hanno essi chiusa la porta

della loro casa? egli replicò.--È vero.--Non hanno lasciato senza

risposta tutte le tue lettere?--È vero, pur troppo, è vero. Stetti in

forse ancora un istante; poi mi decisi.--Accetta e occupiamoci dei

preparativi della partenza.--Egli mi gettò le braccia al collo e.....

--Ed egli è uno scellerato--scoppiò come un fulmine il signor

Massimiliano svincolandosi da sua moglie e gettando in terra con

gran fracasso tutto ciò che gli capitava davanti.--Non gli basta di

averci rubato la figlia, vuol portarcela anche al di là dei mari, vuol

farla morire di fatiche, di stenti..... Un mese dopo il parto, con

un bambino da latte, le fa imprendere un viaggio a cui non reggono

talvolta nemmeno i più vigorosi..... E non c'è galera per questi

delitti, e non c'è forca..... Ma voi, Beverani, voi lo compatirete, voi

lo difenderete, non è vero? Non si può saperla la vostra opinione?

--La mia opinione--rispose il medico--è di leggere la mezza paginetta

che manca a compiere la lettera; poi vi dirò quel che farei nel caso

vostro.

--Oh ci saranno le frasi d'uso..... Quelle tenerezze ridicole a cui

corrisponde sì bene l'effetto..... Morale moderna!

«Egli mi gettò le braccia al collo--riprese il Beverani rileggendo

la frase già letta--e mi susurrò in un bacio: tu sei un angelo.--No,

diss'io, sono una donna che ti ama. Una cosa però è forza che tu mi

conceda. Anticipiamo di ventiquattr'ore la nostra partenza e passiamo

un giorno a Venezia. Prima di abbandonar l'Europa per non tornarvi

forse mai più è necessario che io tenti almeno di vedere un'ultima

volta i miei genitori. Egli mi ribaciò e accondiscese al mio desiderio.

Abbiamo fatto tutti i nostri conti. Oggi è il 19, sabato. Noi partiremo

di qui lunedì e saremo a Venezia mercoledì alle cinque pomeridiane.

--Posdomani!--sclamarono a una voce il signor Massimiliano e la signora

Gertrude.

--Mercoledì abbraccierò la mia padroncina--gridò, battendo festosamente

le mani, la cameriera che s'era introdotta pian piano nel salotto.

Il signor Massimiliano si voltò per sgridarla, ma non seppe aprir bocca.

--Non ci sono ormai che due sole righe--osservò il dottore. E lesse:

«Ci faremo condurre a un albergo, poi verremo da voi, e io non suppongo

neppure che non vogliate riceverci, e vi mando in anticipazione mille

baci. Ah! la mia lettera è un gran pasticcio, ma non ho più tempo di

rifarla perchè ho da attendere ai miei bauli. Addio, addio, anche da

parte di Ugo... Il mio bimbo si sveglia e mi chiama con un vagito...

Forse vuol mandarvi a salutare anch'egli.

«MARGHERITA.»

--Dunque Margherita sarà qui posdomani... farà il Natale con noi--disse

la signora Gertrude che di tutta la lettera non ricordava ormai che

questa notizia e quasi non credeva a se stessa.

--E viene anche _lui_? E bisognerà accogliere anche lui?--- soggiunse

come parlando fra sè il signor Massimiliano.--Quel cane che vuol

portarla a Buenos Ayres!...

--Che Buenos Ayres?--interruppe il dottore alzandosi in piedi.--Sapete

che vi ho da dire?... Che l'alloggio di vostra figlia e di vostro

genero dev'essere la vostra casa e non un albergo, che quando essi

sian qui non dovete più lasciarli andar via, che la parte del tiranno

l'avete fatta anche troppo a lungo, e che la vostra Margherita l'avete

castigata anche troppo.....

--Dovevo anzi premiarla?

--La si è maritata a suo modo, e ha fatto male, non c'è dubbio, ma in

fin dei conti le ragazze si sposan per loro e non per uso dei genitori

e la Margherita trovò almeno un galantuomo...

--Non mi fate dire spropositi, Beverani. Un galantuomo che seduce una

fanciulla...

--E la sposa.

--Sì, contando sul perdono del padre babbeo.

--Ci contava tanto poco che stava per andare in America.

--Baie! Non credo più al viaggio in America.

--Non ci credete? Allora vi dirò che vostra figlia mi scrive

supplicandomi di prestare a suo marito 1000 lire che gli mancano a

pagare i posti sul vapore.

--E voi le presterete?

--Sicuro, a meno che voi non vi decidiate a farla finita, dando a

vostra figlia la dote che le avevate destinata e lasciandola vivere

agiatamente con lo sposo ch'ella si è scelto....

--Oh corpo..... come avviene che tutto questo zelo vi capita da un

momento all'altro?

--Mio Dio, perchè trovavo giusto in passato che la condotta di

Margherita avesse la sua punizione, e trovo adesso che quella giovane

ha espiato largamente i suoi falli.

--Già, voi avete la sapienza di Salomone--brontolò il signor

Massimiliano.

La signora Gertrude era esterrefatta. Ella non aveva mai inteso alcuno

a parlare con tanta libertà a suo marito e non sapeva intendere

com'egli, malgrado tutto il rispetto pel dottore Beverani, non

prorompesse in una di quelle sfuriate che le facevano venir la pelle

d'oca.

Ma la cameriera Marina la confortava dicendole--Vedrà che cede..... Il

padrone è così... A esser conigli non ci si guadagna con lui... E poi,

la padroncina è stata sempre il suo occhio destro.

Il signor Massimiliano fece ancora quattro giri per la stanza torcendo

fra le mani il fazzoletto; indi si piantò ritto ed immobile davanti a

sua moglie--Invece di mandar acqua da tutte le parti come una fontana,

mi sembra che potreste almeno pensare a far allestire le camere.....

--Oh Massimiliano--sclamò la povera signora, tu dunque acconsenti?...

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