Scrisse tempo fa un mite filosofo: — Se fosse assicurata la pace
perpetua l’umanità imputridirebbe. — E chiarì il suo concetto,
aggiungendo: La guerra è necessaria per ritemprar la fibra alle
nazioni.
La fibra di quale parte, di quali elementi delle nazioni?
Hanno bisogno d’aver ritemprata la fibra tutti quei milioni d’uomini,
i quali nei campi, nelle officine, nelle miniere, sulle montagne e sul
mare sudano sangue per campar la vita, condannati a un lavoro senza
tregua, che, quando non prostra o non uccide, fa le anime e i corpi di
ferro?
Hanno bisogno di aver ritemprata la fibra tutte quelle miriadi di
uomini d’ogni classe, pei quali tutta la vita è un’aspra lotta con
la sfortuna, un perpetuo sforzo ostinato e impotente per uscir dalla
oscurità e dalle strettezze, una quasi continua e non meritata sequela
di privazioni, d’umiliazioni e di disinganni, che li trascinano a cento
a cento al suicidio?
Hanno bisogno d’aver ritemprata la fibra tutti quegli innumerevoli
infelici, a cui le malattie, le disgrazie e i delitti strappano
ferocemente dalle braccia le persone più care, aprendo nel cuor loro
delle ferite che sanguinano senza fine, gettando nell’anima loro una
tristezza, che dura fino alla morte?
Hanno bisogno di aver ritemprata la fibra tutte quelle migliaia di
creature, naturalmente coraggiose e magnanime, che in ogni occasione
di sventura privata o pubblica sono le prime a offrire e a dar l’opera
propria e il proprio sangue, e compiono ogni giorno, senz’ambizione
e senza compenso, quei mille atti di virtù oscuri o dimenticati, che
onorano più altamente la natura umana?
Hanno bisogno d’aver ritemprata la fibra quelle migliaia di giovani e
d’uomini maturi, che ai doveri della loro professione, a una ambizione
nobile e utile a tutti, all’arte, alla scienza, all’amore appassionato
del lavoro sacrificano gli agi, i piaceri, la libertà, la pace,
segregandosi dal mondo e accorciandosi la vita?
Tutti costoro, per certo, non hanno bisogno di rinvigorirsi la fibra
nella guerra.
Ma se si tolgono tutti costoro, che cosa rimane di una nazione altro
che un branco di parassiti gaudenti, di oziosi tarlati dalla noja,
d’avventurieri scioperati, di quattrinai mestatori, d’anime nulle o
triste o bislacche, che neppure amano la patria e la gloria, perchè non
hanno in sè nulla di gentile e di grande!
È forse per rinvigorir la fibra a costoro che si dice necessario e
desiderabile che ogni tanti anni corrano sulla terra dei torrenti di
sangue generoso e di pianto disperato?
Non è credibile.
La sentenza, dunque, vuol essere corretta così: La guerra è necessaria
per ritemprare la fibra agli eserciti.
Questo forse pensava il buon filosofo; ma, per pudor filosofico, non
osò di dirlo. Deploriamo la sentenza e rallegriamoci del pudore.