Ho favellato a di lungo con la Contessa nostra Cavriola, et l'ho
scongiurata per quella bontà che Iddio le dette fin nelle fascie et
per quella virtu di modestia per laquale a tutte l'hore risplende, mi
volesse dir veracemente le qualità del conte Giulio suo cognato, accio
io potesti ben conoscere se l'era partito degno di vostra figliuola;
laquale, doppo molti scongiuri m'ha detto non potersi ritrovare ne
il piu leale, ne il piu cortese gentil'huomo & che beata si potrà
tenere quella che per legittimo matrimonio sarà degna riputata de
suoi congiungimenti: & cosi in vero pare anchora a me ch'egli sia:
non mancate adunque di conchiudere perche non penso mai che seguir ve
ne possa penitentia alcuna goderà oltre il consorte, la gentilissima
conversatione d'una cognata rara al mondo, et in cui (senza punto
mentire) dir si pò che le virtù morali, sieno naturali, tanto sono in
lei ottimamente habituate: haverà un cognato pieno di tutte le buone
qualità & pareralli d'haver in casa un'oracolo, si savie & accorte sono
le sue risposte, si dolci & acute sono le proposte ne altro di questo
vi raggiono, perche penso in brieve parlarvi a bocca & di questo, &
d'altra cosa: non meno importante: state contenta, che Dio vi consoli.
Da Rocca franca alli XX d'Aprile.