Ho letto piu di una fiata la vostra artificiosa & facetissima Comedia.
& mi credei certamente morir, delle risa, si come legesi esser morti
Chilone Lacedemonio & Diagora, quando io giunsi a quelle astutie
servili da Pandaro servo. fatte: hora (vi prego) che io veggia la
Tragedia qual havete incominciato, perche spero torrete la palma
di mano al dotto Sperone, et al consumato Trissino: non mancate di
mandarmela quanto piu tosto vi sie possibile (se mi amate, ò vero se
punto vi persuadete esser da me amata) Domani me ne vado alla villa &
ne meno con esso meco il choro de le Muse, se vi piacerà di venirci,
fatemelo sapere, che vi manderò compagnia tanto faceta che confesserete
esser vero il Mimo di Publiano COMES FACUNDUS IN VIA EST PRO VEICULO;
appresso vi mando il commento che alli di passati mi fu di Francia
mandato: credo ch'egli vi debba sommamente aggradire: godetelo fin che
ritorno & sel vi verrà voglia di villeggiar con noi, portatelo con esso
voi; di Vinegia alli VI. d'Aprile.