LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. ISABETTA MOSCARDA.

Acerbissima m'è paruto la trista nova che alli di passati ci venne,

che vostro fratello si fusse cosi infelicemente annegato, & sel non

fusse stato, che alli di passati avida piu del solito di studiare,

mi chiusi nella mia libraria & ritrovai leggendo tanti & tanti dalle

acque con gran dolore di suoi congiunti assorbiti; mi sarei a fatto

a fatto per amor vostro disperata. Lessi in Propertio, in Giovinale,

& in Ausonio qualmente Hila figliuolo di Theodamante, andando per

attingere acqua, si annegò con tanto dolore di Hercole che il maggiore

non si potrebbe imaginare. Lessi in Virgilio come Oronte, rovinata che

fu Troia, venendo in Italia con Enea si annegò insieme con Leucaspi.

Lessi in Martiale, che andando Cerelia a Baia, si sommerse per ria

fortuna. Lessi in Statio, essersi annegata Sapho: lessi in Ovidio, che

Tiberino Re, si affogò nel Tevere & dalla morte sua li dette il nome,

chiamandosi prima Albula: lessi in una Tragedia di Seneca, che Icaro

cade nelle acque & ivi terminò con grande angoscia del Padre Dedalo

i giorni suoi. Lessi in Valerio Flacco che Inno con Melicerta s'erano

sommersi. Lessi in Livio, come di Naufragio morisse già C. Marcello,

essendo mandato à Masinissa in Africa. Lessi in Sex. Aurelio di simil

morte esser mancato Decio Imperadore, essendo prima vinto da Gotti.

Lessi in Plutarco di Rosana concubina di Alessandro. Lessi finalmente

che il mare Egeo non per altra causa fusse cosi chiamato, che per

esservi morto dentro Egeo, et cosi fusse detto il mare Eritreo dal Re

Eritra, l'Elesponto da Elle sorella di Phriso: il mare Icareo da Icaro:

& il Mirtoo da Mirtilo carrettiero di Enomao: il mar Tirreno da Tireno

Re de Lidi, l'Esperio dalle fanciulle Esperide, l'Anieno da Anio Re

de Thoschi. Queste cose mi consolarno maravigliosamente, & ferommi

rasciugar le lagrime, acquetaronsi i sospiri, & i singhiozzi che

duramente m'havevano suffocato il cuore: cosi prego Iddio avenga a voi,

& quella pace n'abbiate tosto che merita la rara vostra bontà, alla

quale & giorno & notte mi raccomando. Di Piacenza alli III. di Febraio.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 226 / 268 题