MARGHERITA ZAFFARDA ALLA S. LEONORA VERTEMA.

Quanto mi doglio che essendo si mal disposta, vi siate condotta ad

habitare in luogo poco sano, dove non vi possiate prevalere ne di

medico, esperto, ne di alcuna giovevole medicina: hor qui penso io per

l'amor che vi porto di soccorrervi con utilissimi ricordi; & per la

prima cosa di che vi avvertisco si è che pogniate cura che li meati del

corpo vostro non sieno ne molto aperti, ne molto chiusi: ne frutti,

ne herbe vi sieno in molto uso, ma molto piu parcamente mangiarete

& latte & pesce & quando pur vi occorrera mangiarne non vi si scordi

mangiarli col mele: condirete i cibi humidi & grassi con le cose acre

& aromatiche. Non vi curate punto di mangiar ogni giorno carne, acciò

che non vi si generi nel corpo una prestissima putrefattione pensate

pur che non senza causa Porphirio, mosso dalla Reverenda autorità de

Pithagorici, & d'altri Antichi philosophanti, detestò il mangiare de

gli animali certa cosa è che gli huomini avanti al Diluvio, non ne

solevano mangiare: godete con grande moderanza li cibi di complessione

molto secchi, & piaccianvi quelle vivande che sono mezane tra le secche

& le humide; benche Avicenna per schivar la canutezza preferisca i cibi

di natura secchi alli molli: schivate i cibi eccessivamente freddi &

eccessivamente caldi, & abbracciate quelli che sono caldi & insieme

humidi, non schiferete di mangiar carne ò sangue di porco come gia

solevate fare, ma confortata dall'autorità di Galeno et anche per una

certa natural similitudine qual essa suol haver con la nostra carne la

lasciarete venir sulla vostra reale & splendida tavola ne vi scorderete

che alla vita longa giovi il mangiar di piu vivaci animali (pur che

giovanetti sieno). Fugite il sonno di mezzo giorno (se astretta non

siete da gran necessità) ricordative del detto Plautino, Heu tu non est

bonus homini somnus de prandio. Non voglio dimenticare di avvertirvi

che facciate nodrire quei animali che mangiarete de cibi eletti,

raccolti in luoghi dove i venti temperati raserenano et dove i raggi

del Sole danno dolce fomento. quanta differenza è di luogho a luogo

ve lo dimostra il persico ilquale in Persia è veleno, & in Egitto è

molto amico al cuore: ve lo puo dimostrar l'Eleboro, che si riceve

in Anticira senza nocumento, & altrove è si mortale: procurate che

l'habitatione vostra sia riposta in luogo alto & che risguardi mezzo

dì et l'oriente, sotto un'aria sottile, ne humida, ne fredda: bastevi

quanto v'ho scritto per hora: occorrendo d'haver fidati messi, non

mancherò di darvi de gli altri ricordi, non men'utili, delli predetti.

State lieta. Di Mantoa alli X. d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 225 / 268 题