MARGHERITA POBBIA A M. MARGHERITA GORA COMADRE CARISSIMA.

Mai piu (se io campassi piu di Mattusalemme) mi lascio condure in

simili luoghi dove alli di passati vostra sorella mi condusse senza

far provisione di vettovaglie, non già se credessi di doventar Reina

di Francia. Credei veramente morir di fame & di sete si come leggo

esser morti Pausania, Sisigambi, Cleante, Gabino, Silino, Neocle,

& Euristene: questo v'ho io voluto scrivere, acciò non vi lasciate

imbarcare senza biscotto; so ch'ella non ha altro in pensiero che di

condurvici: guardatevene, ne dite poi, che non ve n'habbi avisata; ma

non li dite giache io ve l'habbi disuaso, non lo fate per quanto amore

mi portate: essa vi è sorella, & per conseguente so che la conoscete,

l'è tanto iracunda che non si puo esser piu. Di Como alli VIIII.

d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 224 / 268 题