CATHERINA DATI, ALLA S. APOLONIA ROVELLA.

Io mi ho riso molto di cio, che mi scrivete, ispetialmemte della strana

& falsa opinione, che vi è nata, veggendo che il vostro cagnuolo tanto

vi ami, che a tutti fuor che voi digrigni i denti, ne dal vostro lato

mai si diparta. Se voi havesti atteso alli studi piu di quel che

atteso havete, non vi lasciareste entrar nel capo opinione, che li

spiriti humani entrino ne cani, ne gran maraviglia vi parerebbe, che

un cane vi amasse, essendo per altri tempi ciò avvenuto. Il ragazzo

di Xenophonte fu come voi, & forse piu di voi amato da un cane. Un

Pavone amò similmente con estremo ardore una Verginella in Leucadia.

Ho letto nelle storie di Sassone Grammatico, che un Orso per istremo

amore rubò già una fanciulla mentre ne campi con le compagne scherzava,

si che non ve ne date maraviglia, ne vi lasciate entrare nel capo si

strane fantasie, & si capricciosi ghiribizzi: & attendete a star sana &

scriverci alcuna fiata. Di Lucca alli XII. d'Agosto.

FRANCESCA DA COREGGIO MAINOLDA ALLA S. CHIARA DA COREGGIO SORELLA

HONORANDA.

Voi mi pregaste l'altro giorno che io vi volessi scrivere una

essortatione alla castità, perche n'eravate stata pregata d'alcune

monache vostre care amiche, nella quale essortatione ramemorassi buona

parte di quelli che la castità cordialmente abbracciarono. Io vi mandai

(non so se l'havete ricevuto) un brieve Cathalogo d'huomini casti

raccolto con gran fatica, accioche voi stessa ve la formassi, & non ne

deste briga a me, che sono pur assai occupata: & acciò che meglio vi

riesca l'impresa, & piu copiosa & efficace sia, vi faccio sapere che

non sarà fuor di proposito il mescolarci Penelope (benche pagana fusse)

anchora che vi sieno alcuni che per casta non la tengano. io sono del

parere di Ovidio, ilquale, nel terzo de le sue Elegie in cotal modo

ne scrisse. PENELOPE MANSIT, quamvis custode careret, inter tam multos

intemerata procos: mescolateci Daphne figliuola di Peneo; Biblia moglie

di Duvillo Romano, ricordative di Sophronia Romana, di Zenobia Reina

de Palmirei: di Etelphrida Reina d'Anglia, di Baldraca, di Dula, di

Edeltruda, di Sulpitia figliuola di Patercolo: di Rodogune figliuola

di Dario: di Siritha figliuola di Sinaldo: di Vria, della greca Hippo,

di Timoclia: di Ciane Vergine Siracusana: di Medullina, di Marcia

figliuola di Varrone, & di Eugenia figliuola di Philippo proconsole

Alessandrino; la quale, temendo che Commodo Imperadore non la violasse,

vestitasi d'habito monastico menti lungamente & sesso, & nome: a questo

modo voi la farete copiosa & Florida & me haverete da molta molestia

liberata; State sana & amatime. Di Mantova alli XX. di Marzo.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 211 / 268 题