Non so quando mai ci risvegliaremo da si profondo sonno; non sò
veramente quando mai ricuperaremo l'antico nostro valore: per certo che
altro, non ci riputiamo nate, che a servire, & ad ubidire gli huomini:
habbiamo pur l'essempio di molte grandi et valorose femine, lequai
regnarono et signoreggiarono altri, piu che virilmente. Deh perche non
ci commove l'animo, l'essempio della Reina Candace dominatrice delli
Etiopi: perche non ci infiamma lo spirito Elerna figliuola di Iano?
perche non ci accende il cuore Semiramis? perche non facciamo noi
come gia fecero Hippolita, Zenobia, Valasca & Cleopatra. Non vorrei
che marcisseno stando sempre tra il Fuso & l'ago, vorrei imitassimo
alle volte (ispetialmente quando siamo) in villa quella famosa
Athlanta Arcadia cacciatrice: à cotesto modo potremo noi sperare di
pervenire un giorno à tal grado, che potremo far delle facende, che
gia fecero Tomiri Reina di Scithi: Delbora signora delli Israeliti,
& Teuca domatrice delli Illirici: se noi essercitassimo i corpi
nostri non sarebbono si flecmatici, & per conseguente non cosi gravi
& tardi, perche crediamo noi che le Donne Spartane pervenissero a
tanta possanza? non per altro veramente, salvo perche si esercitavano
ne Gimnasii facendo alla lotta fra di loro, & dando la caccia alle
bestie piu selvagie, spesso anchora armeggiando virilmente: Lodansi
da scrittori, le Donne Gaditane, perche subitamente doppo'l parto, si
lievano dal letto, & fanno gl'uffici loro domestici & non fa mestieri
giacersi trenta & quaranta giorni nel letto come noi facciamo, votando
le spitiarie delli piu pretiosi confetti che vi sieno, distruggendo
i Pollai, & mangiando un tinaccio di ciambaglione. Di qui nasce poi
che non sappiamo far di quelle belle prove che gia fecero le Donne
Tedesche, quando restituirno in ordinanza l'essercito gia rivolto
in fuga: di qui (& non d'altronde) nasce che non sappiamo fare delle
prove che gia fecero le donne Bellovace, lequali col proprio valore
si gloriosa vittoria riportarno da Carolo Duca di Borgogna. Ho piu di
una fiata letto molte belle cose operate da Maria Pozzolana, lequali
m'hanno fatto tutto istupire, ma quando ho poi letto ch'ella non
beveva vino, & che sin dalla prima fanciulezza si avezzò alle fatiche
vigilando spesse volte tutte le notti intiere, di poco cibo contenta,
cessò di gran parte la maraviglia, ch'io n'havea. Hor questa sarebbe
la via di ricuperar i primi nostri honori, & di divenir famose al par
di Herpalice, di Antianira, di Lampedo, di Martesia, di Euriale, di
Amalasunta, & d'altre che hanno conseguito per il valoroso operare
l'immortalità; & qui fo fine pregandovi ad amarmi con tutto'l cuore et
hormai destarvi. Dal Catai alli X. d'Aprile.