TADEA MALASPINA ALLA S. L. R.

Deh non vi affligete tanto quanto fate d'haver perduto la luce de

gl'occhi, poi che per questo l'intelletto non si perde, & la memoria

non si smarrisce, anzi si aumenta & cresce & che ciò sia vero ch'io

vi dico, specchiatevi in Appio Claudio, ilquale, non mancò mai per

esser cieco di ritrovarsi & alle private, & alle publiche facende

della Republica Romana: cieco fu Druso, et pur la casa sua era sempre

piena di chi domandava consiglio per le particolari bisogne. Non

rimasero di darsi alla Dialettica, & alla Philosophia per la cecità

Asclepiade Philosopho, Diodoro Stoico, Democrito, G. Aufidio, Omero

Stesicoro Poeta, & altri molti che non dico, ma perche dir mi potreste

di non sentirvi (per esser femina) il petto si forte, & si gagliardo,

che sofferir possiate si gran tribulationi, quant'è l'esser privata

dalla luce; dirovvi d'haver anchora letto di molte Donne, lequali &

nacquero cieche, & anche per strano accidente si accecarono, & furono

perciò piene di alto valore, & hebbero di tal caso infinita pacientia,

ricordatevi di quella Hipsea della quale, fa Horatio memoria ne suoi

sermoni, ricordatevi di Lucilla figliuola di Nemesio Tribuno, che patì

l'ultimo supplicio sotto Valeriano nemico della Christiana persuasione,

ricordatevi di Salaberga Nionesa, & di Fara vergine illustre, che gia

fiorì ne tempi di Heraclio Imperadore: & con quella grandezza d'animo,

ch'esse gia la cecità sofferirno, sofferitela anchora voi: piu non

mi stendo in essortarvi a questa nobil toleranza, perche mi confido

nella sapienza vostra, laquale sempre maravigliosa da che la conobbi mi

parve. State lieta & consolatevi: di Ferrara alli III. d'Agosto.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 209 / 268 题